[Caravanserraglio]
Pensieri, parole, opere e... viaggi (reali e mentali) di Latifah
 











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Smettiamola!







mercoledì, 30 giugno 2004

Un'anticipazione
Per cancerini e cancerine

Visto che ci sono parecchi "granchietti" che fanno capolino su questo blog, vi preannuncio che la prossima settimana per noi sarà FA-VO-LO-SA! Dice Rob (dal primo luglio):

I propose that you conduct a radical experiment for the next three weeks. Between now and July 22, try on the theory that life is on your side. Assume that all of creation is conspiring to give you exactly what you need, exactly when you need it. At least once every day, speak these words with passionate sincerity: "I believe that reality is a sublime comedy staged for my education and amusement, and that there is a benevolent conspiracy to liberate me from my ignorance and help transform me into the unique masterpiece I was born to be."

La traduzione sarà on-line da domani, credo. Comunque, il concetto è: tutto il creato sta cospirando per darti esattamente ciò che desideri, esattamente quando lo desideri. Niente male, eh? Io non ci credo, ma è bello crederci!

Traduzione

Ti propongo di fare un esperimento estremo per le prossime tre settimane. Da oggi al 22 luglio prova ad adottare la teoria secondo cui la vita sta dalla tua parte. Parti dal presupposto che tutto il creato cospira per darti proprio quello di cui hai bisogno, proprio quando ne hai bisogno.

Almeno una volta al giorno, pronuncia queste parole con sincerità appassionata: "Credo che la realtà sia una commedia sublime messa in scena per istruirmi e divertirmi, e che ci sia una cospirazione benevola per liberarmi dall'ignoranza e aiutarmi a diventare quel capolavoro irripetibile che è il motivo per cui sono nato".




parole di Latifah | 17:09 | commenti (20) |

Un contatore
Diecimila? Ma va là!

Io lo definisco "un conto un po’ assurdo", perché parecchi di quei presunti 10.000 visitatori sono, in realtà, io stessa, tra continui "aggiornamenti" della pagina, modifiche del template e tentativi plurimi di pubblicazione (a volte ne faccio anche cinque o sei, prima di arrivare a un risultato decente… mi scuso con chi mi legge tramite i preferiti di Splinder!). Comunque, ringrazio tutti i visitatori "veri", diciamo i 25 lettori del mio Caravanserraglio: mi sto affezionando alla mia platea, e vorrei conoscervi tutti. Qualche lettore lo conosco già (una da un quarto di secolo...), altri li incontrerò nei prossimi giorni.

In realtà, considero molto più utili gli altri due "contatori" che uso in questo blog, ma che aggiorno manualmente. E’ il numero di libri letti e di film visti dall’inizio dell’anno. In questo modo, grazie a un campione di sei mesi esatti, posso stilare una statistica dei miei "consumi culturali": in media, ogni mese leggo 3 libri e vedo 2 film. Be’, non è male, ma potrei fare di meglio… Tornando all’oroscopo di ieri, mi sa che dovrei puntare tutto sull’abbondanza di tempo. Ne sento proprio la mancanza.


parole di Latifah | 12:01 | commenti (15) |

martedì, 29 giugno 2004

Un oroscopo
Non ci credo, ma…

Da piccola (sui 14-15 anni) mi dilettavo con effemeridi e tarocchi. Poi sono cresciuta, e ho smesso di giocare con le stelle e le carte. Ma un anno fa, causa grossa crisi esistenzial-affettiva, ho cominciato a consultare tutti gli oroscopi rintracciabili in internet. Non ce n’era uno simile all’altro, così sceglievo quello a me più favorevole e cercavo di adattare la realtà alla previsione. In pratica, ho inventato l’astro-terapia, e ha funzionato. Diciamo che è un po’ la tecnica del pensiero positivo…
Ora, passata la crisi, guardo ogni tanto l’oroscopo di Internazionale, che è anche tra i miei siti "utili e futili" qui a fianco. L’autore è Rob Brezsny: mi piace come scrive, perché usa riferimenti spesso estranei alla mia cultura, ed è consultabile anche in inglese, così mi tengo in esercizio.
Anche questo oroscopo lo guardo quando mi sento giù e ho bisogno di un tiramisù. E oggi mi sento uno straccio. Ieri ho lavorato 12 ore, poi tornata a casa il mio gatto mi ha accolto con una tripla vomitata in tre punti diversi della casa. Ho cominciato a sudare (c’è un’umidità pari al 300 per cento, qui) e da ieri sera non ho ancora smesso. Così, appena arrivata in ufficio, stamattina ho dato un’occhiata all’oroscopo, e mi è andata bene. Infatti per il mio segno, quindi per un dodicesimo della popolazione, le previsioni di questa settimana (dal 22 giugno al primo luglio) sono esaltanti:

Cancro
Ho un compito piacevole per te, Cancerino: decidi quale forma di abbondanza secondo te è più importante. Denaro? Amicizia? Proprietà terriere? Amore romantico, ispirazione creativa o figli? Naturalmente darai valore a diversi tipi d'abbondanza, ma la tua sfida in questo momento è stabilire qual è quella che metti al di sopra delle altre.
Qualunque cosa scegli, nelle prossime quattro settimane fiorirà.

Acc… e ora che faccio? La scelta è ardua. Il denaro è utile, ma non dà la felicità, dicono. L’amicizia è preziosa, potrei puntare su questa. Le proprietà terriere… be’, mi piacerebbe aprire un Bed and Breakfast, quindi preferirei la proprietà immobiliare, quasi quasi ci faccio un pensierino. L’amore romantico? Diciamo che ce l’ho. L’ispirazione creativa? Anche quella c’è, semmai è il tempo che mi manca per metterla a frutto. Figli? Uhm…

Comunque, ho quattro settimane per decidere… Me lo date un aiutino?






parole di Latifah | 12:39 | commenti (47) |

lunedì, 28 giugno 2004

Una prima volta
La fortuna dei principianti

La prima volta non si scorda mai, tantopiù la prima volta sott’acqua. No, non parlo di un’impresa amorosa in apnea (anche se qualcuno è arrivato sul mio Caravanserraglio, via Google, cercando "porn*star subacquea"… la fantasia non ha limiti!). Mi riferisco alla mia prima immersione: febbraio 2004, nel Mar Rosso, nella tanto vituperata località di Sharm El Sheikh. E’ vero, quella città è quanto di più artificiale e turistico si possa immaginare, ma basta mettere la faccia sott’acqua per scoprire il paradiso.

Nella foto io sono con le pinne blu, quello di fianco a me è l’istruttore. Siamo a cinque-sei metri, ed è il mio "battesimo sub". Ero andata al diving perché la giornata si profilava grigia e fredda, e avevo prenotato una semplice prova di respirazione sott’acqua a riva, così, tanto per provare l’ebbrezza delle "bolle". Ma ero l’unica iscritta, e prove gratuite per singoli non ne facevano: esigevano almeno tre-quattro persone per portare tutta l’attrezzatura a riva. Così mi hanno proposto: "Invece di una semplice respirazione, che dura pochi minuti, perché non provi un’immersione vera e propria? Costa solo 35 euro, attrezzatura compresa, e ti fai un bel giretto di mezz’ora". Furbi, quei subacquei… Perché appena entrata, dopo un corso accelerato di teoria sulla compensazione e sulla postura, ho visto delle meraviglie: in cinque minuti, ho avvistato un Balestra Titano (pesce affascinante ma temuto perché tende a mordere i sub in testa!), un bellissimo Napoleone, un buffo polipo e mi sono trovata faccia a faccia con una murena gigante! La classica fortuna dei principianti. Appena tornata a riva ho deciso che sarei diventata subacquea, così mi sono iscritta subito al corso e in tre giorni ho preso il primo brevettino Scuba Diver.

Con il caldo che fa oggi, e dopo una mattinata passata in una sala senza aria condizionata a seguire un convegno barbosissimo sul diritto d’autore, sogno di tornare presto a esplorare i fondali, anche di casa nostra. E più avanti - magari – quelli dei mari tropicali, per incontrare mante e squali. Ma l’emozione di quella prima volta non la scorderò mai.

(* D’ora in poi le parole osé le scriverò con asterischi, per evitare ulteriori accessi di navigatori interessati solo a ses*o e dintorni…)


parole di Latifah | 17:01 | commenti (24) |

domenica, 27 giugno 2004

Un film
I diari della motocicletta

Una grande delusione. Per i miei gusti, questo film di Walter Salles merita la sufficienza solo per la fotografia: splendidi paesaggi dell’America Latina; alcune belle immagini in bianco e nero, quasi dei "making of" di foto-ricordo. Meraviglioso il primo piano finale del vero Alberto Granado, oggi 82enne, compagno di viaggio del giovane Ernesto Guevara - non ancora il Che - in questo pellegrinaggio in moto dall’Argentina al Perù, nel 1952. Bravi gli attori, Rodrigo de la Serrna (Granado) e l’affascinante Gael Garcia Bernal (Guevara).

Ma la sceneggiatura è penosa, intrisa di banalità, e il film non regala un’emozione. Quando sento il bell’Ernesto pronunciare frasi tipo "questo viaggio mi ha cambiato, c’è tanta ingiustizia nel mondo", ecco, io m’incazzo. Non c’è mai un guizzo, un’invenzione, un’emozione. Sembra quasi una fiction tv (c’è lo zampino agiografico di Gianni Minà, e si vede). Per chi l’ha visto, segnalo la scena che mi ha fatto cadere definitivamente il film nella categoria "era meglio se non lo vedevo": la traversata a nuoto del fiume che a San Pablo separa il villaggio dei lebbrosi dal villaggio dei medici, con le due sponde a fare il tifo per Ernesto, e giubilo finale al salvifico approdo del futuro Comandante e Rivoluzionario. Insopportabile il doppiaggio: non si può far parlare dei contadini peruviani con perfetta dizione gassmaniana... Ma questa è una mia mania: dovrei vedere sempre i film in lingua originale, con sottotitoli.

Il dopo-cinema è stato più divertente: cena in osteria con partita Olanda-Svezia in tv, e frasi dei commentatori tipo "si profila all’orizzonte la lotteria dei rigori". Ma almeno loro parlavano in diretta, senza sceneggiatura scritta. Spero.

Voto: 6

Contatore: 12 film al cinema nel 2004.


parole di Latifah | 22:56 | commenti (15) |

sabato, 26 giugno 2004

Un consiglio
Siti sull'arte moderna e contemporanea

Provo un po' d'imbarazzo quando vedo che molti navigatori arrivano sul mio blog, via Google, in cerca di analisi di opere d'arte contemporanea. Da quando ho Shinystat, in nemmeno due mesi, ho contato decine di richieste di informazioni su quadri di Botero, Magritte, Dalì, De Chirico, Picasso, Toulouse Lautrec, Manet, Munch... tutti artisti di cui ho pubblicato l'immagine di un quadro, e basta. Evidentemente c'è avidità (e carenza) di siti specializzati.

La mia "bibbia" è Artchive di Mark Harden (in inglese), che compare anche tra i miei siti preferiti, qui a fianco. In italiano, posso consigliare di dare un’occhiata alla guida di Supereva e al sito Artdreamguide.

Insomma, io non sono assolutamente esperta di arte moderna e contemporanea: al massimo posso dire "questo quadro mi piace, questo no". Tutto qua. Be’, visto che da un po’ di tempo non pubblico foto di opere d'arte, eccone una di un artista che mi piace e che mi dà allegria.

 

Piet Mondrian

Composition with Black, Red, Gray, Yellow, and Blue

1920

 

 





parole di Latifah | 12:00 | commenti (23) |

venerdì, 25 giugno 2004

Un libro
Amori stregati di Tahar Ben Jelloun

Uno scrittore marocchino, una raccolta di racconti: due mie passioni letterarie riunite in un unico volume. Inoltre Tahar Ben Jelloun, nato a Fes nel 1944, ha vissuto parecchi anni a Tangeri, città che ho avuto modo di visitare da cima a fondo, per quasi due settimane, un anno fa: un’esperienza indimenticabile, per me, vissuta non da turista, ma da "ospite" - per uno stage di danza e ritmi arabi - a contatto con artisti marocchini.
E Tangeri fa spesso da sfondo ai libri di Jelloun, anche se ambientati in Occidente (da tempo vive in Francia). Compare qua e là anche in Amori stregati (Bompiani, 2003), sottotitolo passione, amicizia, tradimento. Storie di oggigiorno, ma permeate di tradizioni e superstizioni arabe.

Riporto qui un paio di estratti che mi hanno colpito in modo particolare: apparentemente in contraddizione tra loro, ma così è la vita, e la letteratura ne è lo specchio fedele.

(dal racconto La quartina che uccide)
"Se l’uomo fosse buono, non avrei più bisogno di scrivere. Si scrive raramente sulla fedeltà, la bontà, la pace… Al contrario il male è un alleato fondamentale della letteratura; ne ha bisogno; il male stimola la scrittura".

(dal racconto Seduzione)
Io non ho bisogno di denaro. Ho bisogno di sentimenti, di parole, di parole scelte sapientemente, di fiori detti pensieri, di rose dette presenze, di sogni che abitino gli alberi, di canzoni che facciano danzare le statue, di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti… Ho bisogno di poesia, questa magia che brucia la pesantezza delle parole, che risveglia le emozioni e dà loro colori nuovi. Le parole scelgono combinazoni inattese e ci procurano l’ebbrezza e la gioia, trasportandoci in luoghi dimenticati dagli uomini. Ecco, mio caro, ciò di cui ho bisogno.

Voto: 8

Dello stesso autore ho letto: Giorno di silenzio a Tangeri; Il razzismo spiegato a mia figlia; Lo scrivano; L’hammam.

Contatore: 16 libri letti nel 2004.





parole di Latifah | 13:02 | commenti (8) |

giovedì, 24 giugno 2004

Una selezione
Lavori in corso

Il cantiere è in piena attività. Ho tolto le categorie e ho inserito una selezione di post. Ho scelto quelli più "personali", intimi, che raccontano un po' di me. A partire dal significato del nick Latifah (che, per la precisione, si pronuncia con l'accento sulla "i"). Poi, magari, di tanto in tanto rinnoverò l'elenco.


parole di Latifah | 13:35 | commenti (12) |

Una soluzione
Il blog-quiz

Se siete curiosi di sapere quanti blog erano celati nel mio contributo di ieri al blogrodeo, la soluzione è in sala giochi. Io ne ho contati 16, ma chissà... potrebbero essercene anche di più!

Intanto qui continuano i lavori in corso. Ieri ho inserito le categorie, ma mi sa che oggi le cancellerò. Non mi piacciono. Escogiterò qualcos'altro.


parole di Latifah | 10:34 | commenti (20) |

mercoledì, 23 giugno 2004

Un blogrodeo

C’è tempo fino a mezzanotte per partecipare al blogrodeo. Questo è il mio contributo, che in realtà è anche un quiz: dovete scoprire quanti blog si celano in questo "esperimento"! La soluzione domani.

Sono un po’ confusa oggi. Dovrei affrontare letture e riletture di documenti, invece mi perdo davanti alla tivù, a fare zapping, o meglio, all’italiana, il salto del canale. A volume azzerato, però, altrimenti i colleghi se ne accorgono.
Su RaiTre è appena finito Leonardo, il tg dedicato alle scienze, e ora comincia un insopportabile cartone animato giapponese. Cambio su RaiUno: primo piano sul volto di una placida signora, mi piace, mi fermo per qualche secondo. Stacco: inseguimento tra auto. Un insulso telefilm americano.
Riprendo il telecomando. ReteQuattro: pubblicità, bambini in festa si tirano stelle filanti e mangiano merendine. Argh… Lo trovassi, un programma decente! Se non è zuppa, è pan bagnato. Be’, su Canale5 c’è un tiggì. Ancora notizie dall’Iraq. Immagini da AlJazeera: sullo schermo appare un mullah. Una manifestazione contro "GeorgBush", sui cartelli c’è scritto proprio così, tutto attaccato. Vabbe’, leggerò domani i giornali. E su Italia1? Un quiz: "Romanzo di Hemingway, comincia con la lettera effe". Ma per favore… Giro su MTV, speciale sui gruppi rock italiani: una scritta in sovrimpressione mi informa che quei tipi che si dimenano sul palco sono gli Sphera. Mai sentiti. E poi il rock non è il mio genere. Chissà su La7… oh, un film. Come si chiama pure quell’attore? Dai, quello che interpretava Lester Burnham in American Beauty… possibile che io mi ricordi i nomi dei personaggi e non quelli degli attori? Mi verrà in mente stanotte, come al solito.
Ah, non ho ancora provato su RaiDue. Sembra un documentario… Bello, il mito di Gilgamesh! Ma adesso chi sono quelli lì? Oh, no… è soltanto un talk-show. Il tema è "Dolore e sventura", in studio le solite facce: Alba Parietti, Maria Rita Parsi, e c’è pure Toni Renis. Riproviamo il Tg5, ormai sarà in chiusura. "Nuovi gossip sul Principe Carlo d’Inghilterra". Non li sopporto, i servizi sui regnanti.
Basta. Sarà meglio che mi metta a lavorare.
Però è un’ora che non controllo la posta. E oggi non ho aperto neanche un blog. Per forza, con tutto il lavoro che ho da fare…
Vediamo un po’ tra i preferiti. Ecco, questo non lo leggo da settimane. Me n’ero dimenticata, del Blogrodeo. Ma dai, c’è un rodeo in corso proprio ora! Qual è il tema? "E’ un esperimento, non si sa come andrà a finire". Mah, adesso ci penso. Tanto, c’è tempo fino a mezzanotte.







parole di Latifah | 17:53 | commenti (16) |

Un tredici

Ieri sera ho fatto tredici. No, no, non ho vinto al totocalcio, cosa avete capito... Ieri sera la mia chiacchierata su MieTerreRadio con Pietro è stata seguita da ben 13 ascoltatori! E questo nonostante la partita dell'Italia... Ma rispetto alla nazionale in campo, ci siamo divertiti molto di più noi, bloggatori e bloggatrici! E proprio sulla definizione di chi ha un blog (blogger? bloggher? bloggie?) si è discusso, tra l'altro, ieri sera. Faccio mia allora la proposta pervenuta "in diretta" tramite un radiocommento: da oggi userò l'autarchica parola bloggatore.

Grazie a tutti coloro che hanno interagito con me e Pietro, e in particolare a Lizaveta, Massimo, PlacidaSignora, UrlandoFuriosa, tt, SignorinaSilvani, saltino, e... gli altri che ora non ricordo!

parole di Latifah | 12:36 | commenti (19) |

martedì, 22 giugno 2004

Un racconto

Domenica, sdraiata su un lettino in piscina, ho abbozzato un racconto. L'idea mi venne alcune settimane fa, leggendo un post di Mercedes, e l'ho riesumata per esercitarmi sui dialoghi. Se volete, lo potete leggere sul blog degli Avanzi, i miei amici di penna: in sostanza, è un laboratorio di scrittura creativa autogestito, composto dai rimasugli di un corso tenuto dall'Associazione Scrittori di Bologna. I nostri "prof" (Alfredo Colitto, Andrea Cotti, Gianfranco Nerozzi, Giampiero Rigosi e Silvia Torrealta) ci avevano proposto un corso "avanzato", ma per vari motivi (soprattutto di tempo) non è mai nato, quindi abbiamo creato il gruppo "avanzi" e il relativo blog. Siamo un po' pigri, non sempre facciamo i compiti che ci assegniamo, ma ci riuniamo almeno una volta al mese e siamo anche riusciti a realizzare una raccolta dei nostri racconti.

Dall'esperienza del blog avanzi è poi nato il mio blog personale, che ha appena compiuto tre mesi. Non ho ancora ben capito che cos'è. So che mi diverte, è un modo per esprimermi e soprattutto un taccuino dove annotare pensieri (spesso sereni, a volte meno), parole (mie e altrui), opere (libri, film, quadri) e viaggi (fatti e sognati). Vorrei avere più padronanza tecnica: io non so un'acca di html! Ma pian piano, grazie anche all'aiuto di altri bloggher (un ringraziamento particolare ad Ecate), sto cominciando a capirci qualcosa. Ora vorrei aggiungere le categorie. Se nei prossimi giorni vedrete il template un po' pasticciato, capirete che ci sono lavori in corso.

parole di Latifah | 12:06 | commenti (11) |

lunedì, 21 giugno 2004

Una presentazione
Brother and Sister di Simona Vinci

Nel frettoloso post di ieri ho accennato al tema dei volti e delle voci, riferito anche alla scrittura. A me piace andare alle presentazioni dei libri perché sono curiosa di sentire la voce degli scrittori. Il volto, magari, lo conosco, anche solo dalla foto nel risvolto di copertina. Ma la voce non sempre. E apprezzo molto quando scopro che uno scrittore "scrive come parla", quando trovo, cioè, corrispondenza tra il ritmo della voce, o l’inflessione, e lo scritto. Ad esempio, quando leggo romanzi di Carlo Lucarelli o di Andrea Camilleri - tanto per fare due nomi di personaggi anche "televisivi", e quindi dalla voce nota – io li "sento". Così, agli incontri letterari, mi concentro più sulla persona, sulla voce, sulla scelta delle parole e sulla costruzione della frase parlata, per poi cercare una corrispondenza tra lo scrittore e le sue opere.

Ieri sera sono andata ad un aperitivo letterario con Simona Vinci, che non è una delle mie scrittrici preferite, però il suo ultimo romanzo, il breve ma intenso Brother and sister, mi ha emozionato e intrigato, e ne ho apprezzato in particolare la tecnica narrativa: è intriso di dialoghi (anche perché è nato come radiodramma) ma non esiste nemmeno una virgoletta nei discorsi diretti. Eppure, le voci dei protagonisti, tre fratelli (due maschi e una femmina), si distinguono perfettamente. E Simona ha proprio una bella voce (ed è anche una bella ragazza, dal fascino un po’ maudit stile Asia Argento). Tra l’altro, ha rivelato che nel suo prossimo romanzo, ancora in fase di scrittura, "non ci sarà neanche un bambino, perché mi sono un po’ stufata". Sta crescendo, la ragazza, che però - a differenza di tante altre ‘promesse non mantenute’ - ha dimostrato di avere molto da dire. E lo dice proprio come piace a me. Insomma, lei è una di quelle che scrive come parla. Chissà se anch’io, nel mio piccolo, corrispondo a questa mia ‘regola’… Chi mi ascolterà domani sera sulla web-radio di Pietro potrà darmi il suo parere.


parole di Latifah | 12:29 | commenti (24) |

domenica, 20 giugno 2004

Una voce

Ogni domenica mattina, quando mi sveglio, accendo la radio, che è sempre sintonizzata sulla mia frequenza preferita. Ed è la voce di Fede a tenermi compagnia, quando faccio colazione, sotto la doccia e mentre mi aggiro per casa guardando le migliaia di cose che dovrei fare, e che regolarmente rimando alla domenica successiva. Ma stamane, sorpresa! In studio con Fede c'era anche Francesco. Di entrambi conosco la voce da tempo, poi ho scoperto i loro blog.

Quando si conosce una voce, è sempre difficile abbinarla a un volto. In genere, non corrispondono mai. Ora ho invece la possibilità di scoprire la voce di persone che conosco tramite "post". Ciò avviene grazie ad una iniziativa di Pietro, ovvero MieTerreRadio, la "web radio delle (blog) emozioni", che propone conversazioni con bloggher.

Be', se qualcuno di voi è curioso di sentire la mia voce, sarò ospite di Pietro - salvo imprevisti e problemi tecnici - martedì 22 giugno alle 21.40 circa. E - lo ammetto - sono un po' emozionata!

parole di Latifah | 19:18 | commenti (13) |

sabato, 19 giugno 2004

Una serata

Ieri sera sono andata a vedere il saggio delle mie compagne del corso di danza araba. Io quest’anno non me la sono sentita di farlo: sono stata troppo impegnata con il corso di subacquea, poi il super-lavoro per le elezioni, infine ci si è messo pure lo spavento per il nodulo. Insomma, non c’ero con la testa. A vedere il saggio ci sono andata con la mia amica Sharqimonkey: abbiamo cominciato assieme, ormai cinque anni fa, a studiare danza araba, poi abbiamo scoperto di avere altre passioni in comune (come la scrittura) e ora condividiamo anche amicizie e frequentazioni.

Finito il saggio, abbiamo dato un passaggio a casa ad un’altra amica, Samira, bravissima danzatrice (e neo-blogger: benvenuta nel magico mondo di Splinder!). La vidi ballare una sera, un anno fa, ad una festa etnica. Non la conoscevo, ma al termine dell’esibizione la avvicinai per farle i complimenti. A me piace farli (e riceverli), quando sono sinceri e disinteressati. Li considero "massaggi dell’ego": la definizione l’ha coniata un’altra mia amica, Reina, e rende così bene l’idea che l’ho fatta mia.

Ieri sera, dunque, eravamo tre (aspiranti) ghawazee nella mia macchina. Si parlava di danza, e naturalmente dell’Egitto e del Cairo, dove Samira sarà tra una settimana, per il Festival di danza orientale. La invidio un po': avrei tanto voluto partecipare anch’io, ma negli ultimi sei mesi sono già andata due volte in Egitto, e le ferie (ma anche i soldi) sono agli sgoccioli… Sarà per il prossimo anno. Magari ci si potrà trovare tutte assieme, in un caffè cairota, a sorseggiare un tè alla menta o un karkadè. E al tavolino con noi potrebbe esserci anche Lia, che in Egitto vive e lavora, e che con il suo blog ci tiene compagnia ogni giorno. Così potremo raccontare: eravamo quattro bloggher al bar…

parole di Latifah | 12:10 | commenti (14) |

venerdì, 18 giugno 2004

Una grafia

C'è un nuovo esperimento che si aggira tra i blog. Io ne ho letto la prima volta da lotrovassi, che parlando del ritorno alla scrittura rimanda all'esempio di Albamarina. Raccolgo anch'io la sfida... il risultato, però. è penoso. Meglio che io continui con Verdana x-small, mi sa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

parole di Latifah | 14:02 | commenti (13) |

giovedì, 17 giugno 2004

Una pianta grassa

Io non ho il pollice verde. Per nulla. Persino i gerani mi appassiscono. Tra l'altro ho un balcone striminzito, e in casa non ho luce, né spazio, per tenere piante d'appartamento. Insomma, per sopravvivere al mio fianco le piante devono avere "le palle". Ecco perché mi sono data alle piante grasse, e alle cactacee in particolare. Hanno bisogno di poche cure: non chiedono acqua tutti i giorni, né fertilizzante, né potature. Resistono persino alla neve, i miei cactus. Ne ho uno, si chiama echinopsis, che ha una quindicina di anni di età ed è la "mamma" di tutti gli altri. Si riproduce di continuo, come i conigli si dice, ma io potrei dire come i cactus: spuntano delle palline, le stacco, le pianto in terra, e dopo un po' anche loro si riproducono. Quasi quasi potrei mettere su un allevamento.

Qualche anno fa, mamma echinopsis mi ha fatto una sorpresa. Un giorno ho visto spuntare un figlio un po' pelosetto, molto più brutto del solito. Ho pensato a qualche malattia ma, come al solito, non me ne sono curata. Tanto, ha le palle... Dopo qualche giorno, quel coso peloso è cresciuto di qualche centimetro. Sembrava un asparago. Un'escrescenza veramente orribile. Dopo un paio di giorni, una sera, quel brutto anatraccolo si è trasformato in uno splendido cigno: un fiore rosa, profumatissimo. Ma appena dopo 12 ore, il mattino successivo, già non c'era più: lo stelo si era piegato, e la corolla richiusa. Da allora, mamma echinopsis e i suoi figli ogni anno mi regalano la loro sorpresa. A volte sono un po' antipatici, perché aspettano proprio che io vada in vacanza per fiorire.

Ma quest'anno è un vero tripudio di fiori, sul mio balcone: di una dozzina di "boccioli", ne ho già visti spuntare sei, alcuni bianchi, altri rosa. In genere, sbocciano dopo mezzanotte, perché preferiscono partorire lontano da sguardi indiscreti. Questi sono i primi due nati del 2004, e sono proprio i figli di mamma echinopsis: il primo scatto è la sera alle 19, il secondo a mezzanotte, il terzo (inquadratura dall'alto) verso l'una.

Lo so che sono esagerata, ma ogni volta che nascono mi commuovo...

parole di Latifah | 13:14 | commenti (19) |

mercoledì, 16 giugno 2004

Uno sfondo

Sono ancora senza il mio pc. Ho già cambiato due postazioni, da stamattina. Mi sento apolide. E mi manca il mio sfondo del desktop: il computer su cui sono appoggiata in questo momento ha un noiosissimo sfondo azzurro. Ognuno di noi sceglie un'immagine per personalizzare il monitor. Io ogni tanto la cambio, ma sono sempre ricordi di viaggi. Ora il mio sfondo è questo:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E' una foto scattata con una macchinetta usa e getta, comprata apposta per l'escursione nel deserto. Sono in Tunisia, fuori Douz, la città dove comincia il Sahara, sede di un importante mercato di dromedari. Ottobre 1996: la mia seconda vacanza tunisina. La prima volta ci andai per caso: un parente aveva vinto una settimana di soggiorno ad Hammamet, ma non poteva prendersi una settimana di ferie in quel periodo, a fine settembre. Così io e il mio compagno prendemmo il suo posto. Fu una rivelazione: mi innamorai del Maghreb, e soprattutto del deserto. Ci sono tornata soltanto una volta, l'anno successivo, e spero di avere altre opportunità: il mio desiderio è di dormire almeno una notte sotto il cielo del Sahara. Poi sono stata due volte in Marocco e due volte in Egitto. Ora il mio sogno è la Libia. Intanto, mi basterebbe riavere il mio pc... e il mio desktop.

parole di Latifah | 13:24 | commenti (19) |

martedì, 15 giugno 2004

Una Latifah

Tre nottate di lavoro in meno di una settimana sono pesanti da smaltire. Anche ieri (anzi, oggi) ho chiuso il computer alle due di notte. E ancora vago di scrivania in scrivania, in attesa che il mio pc venga "bonificato" dal virus che lo ha colpito... Senza contare lo spavento "verosimile" di ieri. Quindi, oggi ho solo voglia di giocare. Vi presento perciò una delle tante Latifah che google ha censito nel mondo virtuale.

Mica tutti possono vantare una Barbie come omonima!

Questa è una creazione tedesca, per una convention di collezionisti di Barbie che si è tenuta a Berlino nel 2003. Ne esiste anche una versione in abito da sera e una in camicia da notte stile pigiama palazzo.

Io sono cresciuta a Barbie e merendine. La mia prima Barbie l'ho avuta in regalo per il Natale del 1971. Era una delle prime con le gambe e le braccia snodabili, ed era un po' hippie. Sotto l'albero trovai anche la sorellina, Skipper. Sono seguite altre Barbie (tra cui una nera, proprio come questa Latifah) e pure un Ken "capelli veri", orribile, con un bulbo tipo Cesare Ragazzi e barba e baffi adesivi.

Giocavo ore e ore, da sola, con questa mia "famiglia" di amiche e di amici. Avevo trasformato due ripiani di un armadio in un lussuoso appartamento. Mi era stata regalata anche la roulotte originale della Mattel, ma gli accessori e i mobili che preferivo erano quelli che creavo con oggetti recuperati. Ricordo ancora una elegantissima "cassapanca": era una semplice scatola di After eight (i cioccolatini ripieni di menta).

Un giorno, avrò avuto 12 anni, mia madre mi chiese di fare le valigie. Riposi tutte le Barbie in una grande scatola di vimini, con i loro vestiti, le scarpe e le borsette rigorosamente abbinate. "Ora portiamo tutto alle Orfanelle". Fu una separazione dolorosa: in fondo, era la fine della mia infanzia. Ma capii che era una cosa buona e giusta.

parole di Latifah | 14:05 | commenti (12) |

lunedì, 14 giugno 2004

Una buona notizia

"Non c'è nulla di brutto". Ed è confortante sentirselo dire. Devo continuare a tenermi controllata, ok. Poi, in realtà, qualcosa c'è. Perché quel nodulo mica me lo sono inventata. Quello che è un po' sconfortante è leggere sul referto che è di "natura verosimilmente benigna". Vorrei che mi dessero notizie vere, e non verosimili. Ma si sa, la medicina spesso è un'opinione, non una scienza.

Ma ancora più sconfortante è sentire una frase assurda come quella pronunciata dal medico, una donna, mentre mi visita. Forse parla per distrarmi, forse ho la faccia di una ben informata. Fatto sta che sono lì, sdraiata sul lettino, con le tette nude impiastricciate di gel, e quel coso freddo che mi scandaglia e invia immagini al monitor. E l'ecografa mi fa: "Allora, come va lo spoglio? E' vero che vince Cofferati?".
"Le operazioni di scrutinio stanno andando molto a rilento - rispondo - però l'exit poll dice che...".
"Ma quanto tempo passerà prima che ci facciano mettere il burka? Perché quello che non mi sta bene è che facciano venire qui tutti questi terroristi islamici".

Ora, il problema di noi di sinistra è che, a volte, siamo troppo buoni. Perché a una frase così avrei dovuto rispondere con un papagno nel naso. Ma non ero nelle condizioni, né fisiche né psicologiche, per farlo. E allora, come sempre, ho puntato sul dialogo, sul ragionamento. "Non credo che questo sia nei programmi di Cofferati, l'immigrazione è un fenomeno mondiale che non si può fermare alzando muri, è come se negli Stati Uniti avessero detto 'basta italiani, sono tutti mafiosi'...". Ma ho capito che era inutile. Ho ringraziato la dottoressa per la buona notizia, ho ritirato il referto "verosimile" e me ne sono andata. E non aspetterò certo un anno per fare la mia prima mammografia. Verosimilmente, la farò da qualche altra parte.



parole di Latifah | 18:09 | commenti (26) |

Un'attesa

Sto aspettando che il tecnico mi restituisca il computer: un virus me l'ha bloccato da sabato.

Sto aspettando che escano i risultati dello spoglio per l'elezione del Sindaco di Bologna: gli exit poll danno per vincente al primo turno Sergio Cofferati, ma l'apparenza, a volte, inganna.

Sto aspettando che venga l'ora per andare in ospedale a fare un accertamento urgente. Un controllo che faccio periodicamente, ma che stamattina ho dovuto prenotare in fretta e furia perché il mio corpo mi manda segnali strani. Ho l'appuntamento alle 17.

Sono un po' nervosa.

parole di Latifah | 14:23 | commenti (8) |

domenica, 13 giugno 2004

Un libro

In questo periodo sono un po’ disordinata nella lettura. Porto avanti diversi libri contemporaneamente: di racconti (se si può parlare di "genere", allora è questo il genere che prediligo) e di poesia (araba). Ma mi sono concentrata anche su diverse riviste di subacquea, per scegliere la meta delle prossime immersioni (già decisa: sulla costa del Cilento, una settimana in luglio).

Nei giorni scorsi ho finito di leggere una raccolta di racconti di Erri De Luca. E’ uno dei miei scrittori preferiti: ne ho già parlato tempo fa, scoprendo che è una passione che ho in comune con altri bloggher. Mi piace come scrive: ha uno stile molto personale, quasi una prosa poetica, di cui apprezzo soprattutto il ritmo e la scelta delle parole. E mi piace cosa scrive: storie di mare e di montagna, di amore e di politica, raccontate (e vissute?) in prima persona.

Nell’ultimo racconto di questa raccolta c’è una dichiarazione d’amore per la lettura, che faccio mia. E’ il padre, ormai vicino alla morte, a parlare di libri al figlio che lo assiste.

"Conoscevano le mie pene, i bisogni, gli scontenti. In ognuno di loro c’era una frase, una lettera che era stata scritta solo per me. Sono stati la vita seconda, che insegna a correggere il passato, a dargli una presenza di spirito che allora non ebbe, a dargli un’altra possibilità. I libri insegnano ai ricordi, li fanno camminare. Li ho letti per intero, non ne ho lasciato nessuno a mezzo, per quanto fosse deludente o presuntuoso l’ho seguito fino all’ultima linea. Perché è stato bello per me girare la pagina letta e portare lo sguardo in alto a sinistra, dove la storia continuava. Ho girato il foglio sempre alla svelta per proseguire da quel primo rigo, in alto a sinistra".

Il titolo del racconto, che dà anche il titolo alla raccolta, è proprio In alto a sinistra. Ed è in questa direzione che oggi, giorno di elezioni, io dirigo il mio sguardo. Sperando che si volti pagina.

Voto: 9

Dello stesso autore ho letto: Tre cavalli; Tu, mio; Il contrario di uno.

Contatore: 15 libri letti nel 2004.

parole di Latifah | 17:59 | commenti (16) |

sabato, 12 giugno 2004

Un film

Era un po’ di tempo che non andavo al cinema. Ora comincia la stagione delle arene estive, che danno l’opportunità di recuperare alcuni titoli interessanti della stagione. Così ieri sera sono andata con un gruppo di amici a vedere Primo amore di Matteo Garrone. Dai primi fotogrammi mi ha colpito la fotografia (di Marco Onorato), segnata da chiaroscuri che trasmettono da subito un senso di oppressione e di prigionia. Poi, i luoghi: scorci bellissimi del Veneto (la storia è ambientata a Vicenza) dove la ricchezza si accompagna alla solitudine. E proprio di un incontro di solitudini narra il film, ispirato a un fatto di cronaca. Vittorio, orafo in cura per problemi psichiatrici (interpretato da Vitaliano Trevisan, ma nella storia vera era un antiquario) comincia a frequentare Sonia, che lavora in una bottega di commercio equo e solidale (la brava Michela Cescon). All’inizio lui non prova attrazione per lei, "perché c’è la testa, ma non il corpo". Quel corpo magro, scarnificato fino all’essenza, che Vittorio cerca con ossessione, e che riuscirà a creare, plasmando e levigando la ragazza proprio come fa quando crea un gioiello. Ma non è una storia di una vittima e di un carnefice, perché Sonia è complice e attiva nella ricerca della magrezza, a parte qualche debole ribellione. E non è nemmeno una storia di anoressia. E’ una storia di amore estremo, che però lascia il finale vagamente aperto (mentre il fatto di cronaca si concluse con la morte della donna, uccisa dall’uomo).

Primo amore è un’opera disturbante, come la definisce Francesco in questo post. Ma che affascina e fa riflettere, ed è ciò che io cerco in un film. Se poi la proiezione è seguita da un dibattito con l’attore protagonista in sala, è ancora più interessante. Complimenti a Roy Menarini, nel ruolo di intervistatore, per come ha gestito l’ostico Trevisan, disturbante anch’egli in certe risposte, ma in fondo disponibile a rivelare i dietro le quinte: le sue diversità di vedute sulla sceneggiatura, cui ha collaborato; i 15 chili persi dall’attrice nelle otto settimane di riprese; come un errore tecnico (una scena ‘fuori fuoco’) è diventato un espediente per rendere l’estraniamento dei due protagonisti.

Serata molto piacevole, insomma. Io sono una morettiana convinta, ma in casi come questi non pronuncio mai il celebre "no, il dibattito no!". Anche se, come sempre, qualche intervento fantozziano c’è stato…

Voto: 8

Contatore: 11 film al cinema nel 2004.

parole di Latifah | 17:35 | commenti (3) |

venerdì, 11 giugno 2004

Un ministro

La fretta è cattiva consigliera, si sa. Specie quando si vuole commentare un fatto importante, appena accaduto. Eppure, proprio per la rilevanza di quel fatto, andava prestata un minimo di attenzione... Però mancano pochi giorni alle elezioni, ed è importante, per i politici, mettere il "cappello" su quell'operazione. Così, pochi minuti dopo la notizia della liberazione degli ostaggi, dal Ministero delle Comunicazioni parte questo fax:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ok, è un refuso. Se non fosse drammatico, sfiorerebbe il ridicolo. Se poi pensiamo che quel ministro si occupa di Comunicazioni, quel "4" è inaccettabile. Passa mezz'ora, ed ecco il nuovo fax:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Neanche una parola di scuse. Domani si vota...

Postilla

E' poi stato proprio il partito di questo ministro a chiedere i funerali di Stato per il quarto "ragazzo italiano sano e salvo", ucciso dai suoi sequestratori (e per lui provo umana pietà). Quattrocchi è stato trasformato in eroe nazionale per la frase che avrebbe pronunciato in punto di morte. E' strano che in una guerra mediatica come quella in Iraq, durante la quale siamo stati bombardati da immagini di torture e persino di decapitazioni, quel video non sia mai stato trasmesso, quantomeno il sonoro. Forse è anche per questo che voci incontrollabili sostengono che la vera frase pronunciata da Quattrocchi sia stata "Vi faccio vedere come muore un camerata italiano". La voce è stata riportata prima da il Manifesto e da Liberazione, poi da qualche blog. Io non ho strumenti per verificarla. Ma si sa, a pensar male si fa peccato, però spesso ci si prende...

parole di Latifah | 10:43 | commenti (15) |

giovedì, 10 giugno 2004

Una parola

Oggi ho imparato una nuova parola. Ultroneo. Non l'avevo mai sentita. Ho dovuto guardare sul dizionario: pensavo addirittura che fosse un refuso... invece esiste. Significa "spontaneo, volontario", mentre nel linguaggio giuridico sta per "eccessivo". Ed è proprio questo il significato nel contesto in cui l'ho letta.

Una mia amica statunitense, che ha studiato un anno a Bologna, mi confidò un suo trucco per apprendere l'italiano. "Ogni volta che sento una nuova parola, cerco di usarla subito, così la memorizzo".

Mi viene da dire che oggi fa un caldo ultroneo...

parole di Latifah | 18:16 | commenti (12) |

Una telefonata

Mia madre mi chiama dal mare. Mi parla del tempo ("che caldo, ormai si riesce a stare al sole soltanto coi piedi nell'acqua..."), del processo di Cogne ("e perché non è ancora cominciato?"), del mio nuovo condizionatore ("ma come, non l'hai ancora messo in funzione? E' ancora imballato? Sei sempre la solita..."), delle elezioni ("no, non torno a casa per votare, poi ti spiegherò perché...").

E la telefonata si conclude così: "Ricordati, Roberta, che io ho sempre ragione".

Il bello è che in effetti... ha sempre ragione lei.

parole di Latifah | 11:13 | commenti (10) |

mercoledì, 09 giugno 2004

Un'ex incazzatura

Ora che mi sono sfogata, va un po' meglio...

 

 

 

 

 

 

 

parole di Latifah | 17:39 | commenti (14) |

Un'incazzatura

Oggi diciamo che mi sento un po' così...

 

 

 

 

 

parole di Latifah | 12:12 | commenti (7) |

martedì, 08 giugno 2004

Un corso

Ora che ho terminato il corso di subacquea...
Ora che è finito il corso di nuoto...
Ora che sta per finire anche il corso di danza araba...
(e in realtà questi ultimi due corsi, ultimamente, li ho un po' trascurati...)
...che faccio?
Quasi quasi...

 

 

 

   Mi ridò al tango!

 

 

 

 






parole di Latifah | 10:47 | commenti (24) |

lunedì, 07 giugno 2004

Un avviso ai naviganti sub

Per tutti coloro che arrivano sul mio blog cercando informazioni sull'incidente subacqueo mortale all'Isola del Giglio: ne ho parlato più sotto. Ho riportato l'articolo comparso su La Nazione. Ma nei commenti potrete leggere un intervento interessante di un istruttore sub. Purtroppo, non ho altre notizie. E su internet, per ora, si trova ben poco...

Voglio dedicare un pensiero a Susanna, che nel "grande blu" ha perso la vita. Una poesia del poeta turco Nazim Hikmet che ho trovato nell'archivio di Mondo Marino.

Fratello mare
Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare
mi porto un po' della tua ghiaia
un po' del tuo sale azzurro
un po' della tua infinità
e un pochino della tua luce
e della tua infelicità
Ci hai saputo dir molte cose
sul tuo destino di mare
eccoci con un po' più di speranza
eccoci con un po' più di saggezza
e ce ne andiamo come siamo venuti,
arrivederci fratello mare.














parole di Latifah | 19:13 | commenti (3) |

Una ricerca

I percorsi che portano al mio Caravanserraglio sono bizzarri. Curiosando tra i referrers (le chiavi di ricerca monitorate dal servizio di Shinystat), posso ormai dividere i miei visitatori in alcune categorie.

Quelli che… cercano informazioni su libri, quadri e film. E’ il gruppo più numeroso, e non può che farmi piacere, visto che ho aperto il blog proprio come un taccuino, dove annotare le mie letture, schede su film visti, suggestioni legate a opere d’arte e musicali. Alcuni dei visitatori qui potranno trovare proprio quello che cercano. Ad esempio, notizie su Maurizio Matrone e Valerio Varesi, scrittori che conosco e che stimo, e a cui ho dedicato un post. Dovrei aver accontentato anche chi cercava la canzone dei vecchi amanti testo in italiano e la poesia non si può essere seri a 17 anni arthur rimbaud. Sarà rimasto deluso chi invece voleva Castellitto sito ufficiale (e lo cerca da me???) e notizie su acquisto film "the wall" cassetta (magari provare su ita-bol.com?). Vanno poi molto forte Golconde di René Magritte, la Goulue di Toulouse Lautrec e vari quadri di De Chirico, ma al massimo io posso offrire qualche immagine… C’è poi chi ha le idee molto chiare su quel che cerca, ma se arriva fin qui vuol proprio dire che non lo trova: tipo chi ha digitato botero déjeuner sur l'herbe di manet e le donne al bagno di bonnard di botero, senza nemmeno tirare fiato.

Quelli che… vogliono Susanna tutta panna, e in tutte le salse! C’è chi è arrivato qui cercando invernizzina (magari per una ricetta?), chi voleva il nuovo spot (spiacente, io conosco solo quello vecchio, con il mitico pitu-pitum-pà!) e chi il carosello (appunto, ma ci sono siti specializzati, cercate su animamia.net e troverete tutto). C’è poi chi voleva susanna tutta panna pornostar… Questa mi manca!

Quelli che… cercano notizie sull’incidente subacqueo mortale di una settimana fa all’Isola del Giglio. Sono già una dozzina, in pochi giorni, ed entrano nel mio blog con chiavi di ricerca diversissime. Segno che pochi siti d’informazione se ne sono occupati, e segno anche che in Italia ci sono tantissimi sub (un milione, secondo le ultime stime). Mi spiace che siano arrivati al Caravanserraglio in questo modo così triste. Parlerò ancora del mondo sommerso, ma delle sue meraviglie, spero, e mai più delle tragedie.

Quelli che… hanno le idee un po’ confuse. Chissà cosa cercava chi ha digitato "metro mare": un modo per misurare le onde? Forse è un ragazzino impegnato in una ricerca per la scuola media il visitatore in cerca di lumi su come definire la parola ballerina… il dizionario forse non bastava. Sono rimasta basita sapendo che qualcuno è entrato in questo blog cercando cucciolone schiacciato. O mamma mia… spero che cercasse un modo per pulire un abito sporcato da un gelato, e non notizie su un cagnolino travolto da un’auto.

Quelli che… la perversione sessuale non ha limiti. Passi per chi cercava accompagnatrici isola d’elba (magari voleva una guida d’arte? Uhm… ne dubito). Ma chi ha digitato foto latte materno xxx forse avrebbe bisogno di un supporto psicologico…

Quelli che… (forse) cercano me. Grazie per aver digitato caravanserraglio latifah. Sono qua. Se poi qualcuno vuole informazioni in generale sul Caravanserraglio islamico, o su quello di Tangeri, vedrò di occuparmene in un prossimo post. Ma se avete dubbi su Egitto meta turistica sicura o no, chiedete a Lia. Lei, che in Egitto ci vive, ne sa sicuramente più di me… Anche se il mio sogno è di seguire le sue orme. Se sono riuscita ad aprire un blog, e a prendere il brevetto sub, potrei anche andare a vivere per qualche mese al Cairo per studiare l’arabo, no?

parole di Latifah | 17:18 | commenti (7) |

domenica, 06 giugno 2004

Un segnale


Il 12 e 13 giugno a Bologna va in scena la sfida tra il sindaco uscente, Giorgio Guazzaloca, sostenuto dal centrodestra, e l’ex segretario nazionale della Cgil, Sergio Cofferati, per il centrosinistra (più altri cinque candidati da zero virgola…). I sondaggi danno in vantaggio il "cinese" (così detto per gli occhi a mandorla), ma ci sono ancora tante variabili che potrebbero spostare voti fondamentali verso il "macellaio". In particolare, se si dovesse arrivare al ballottaggio, il Guazza potrebbe avere chance di rimontare sul Coffy. Lo scontento in città per l’attuale Giunta comunale è evidente, ma molti non hanno gradito il candidato "non bolognese", quindi margini di incertezza ci sono.

Io la mia idea ce l’ho, ma non sono qui per fare propaganda. La mia riflessione di oggi riguarda un cartello stradale. Ci passo davanti spesso, e ogni volta mi chiedo:
"Ma è il nome di una strada, o un auspicio?" 



Poi oggi ho percorso a piedi questa viuzza della periferia bolognese, e ho notato che qualcuno ha completato il mio pensiero, con una semplice scritta a pennarello:



E ora, aspettiamo il responso delle urne…