[Caravanserraglio]
Pensieri, parole, opere e... viaggi (reali e mentali) di Latifah
 











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Smettiamola!







sabato, 27 novembre 2004

Un avviso

Vado a fare un giretto in Egitto. Spero di fare un bagnetto e di vedere dei pesciolini. Magari una bella tartaruga marina. O, ancora meglio, uno squalo. Ma mi accontento anche di qualche banale castagnola.

Soprattutto, spero di avere un po' di tempo da dedicare a me stessa (tipo: per darmi lo smalto sulle unghie dei piedi...).

Ma's-salama!

parole di Latifah | 11:30 | commenti (11) |

venerdì, 26 novembre 2004

Un concerto
Elegia
di Paolo Conte

Da alcuni mesi non ho voglia di ascoltare musica. E' molto strano. Forse ho bisogno di silenzio. Così, quando sono a casa da sola, il lettore cd resta spento.

Ma quando non sono sola, c'è qualcuno che pensa alla colonna sonora. E da un paio di settimane, nella sua hit parade, c'è una presenza costante: Elegia, il nuovo cd di Paolo Conte. Uno dei pochi autori italiani che mi piace (gli altri sono Battiato e De André. Per il resto, prediligo musica strumentale, dalla classica al jazz passando per l'etnica). E ieri sera ho assistito, per la prima volta, ad un suo concerto.

Premetto che ero storta. Brutta giornata, insomma (oggi è peggio, però). Quindi, nell'intervallo tra la prima e la seconda parte, mi sono dichiarata delusa. Non mi aveva dato nessuna emozione particolare: mi sembrava di ascoltare un suo cd dal vivo, e basta. Poi, forse, mi sono rilassata. Ma anche Conte è cambiato, nella seconda parte: non si è più "nascosto" dietro al pianoforte, ma ha finalmente aggiunto la sua presenza, camminando sul palco, suonando il vibrafono. E i brividi, allora, li ho sentiti anch'io (ma mi è sembrato che in generale gli applausi fossero più calorosi e più lunghi).

Chissà se qualcuno ha visto lo stesso concerto di ieri sera... mi piacerebbe confrontare le mie impressioni. I miei compagni di ascolto non contano: sono stati rapiti sin dal primo momento. Durante l'intervallo i commenti erano tutti "è un grandissimo", "che orchestra", e così via. A me sembra che i fiati abbiano persino steccato, in un paio di momenti... Ma forse ero storta. Oggi, di più. 

parole di Latifah | 17:13 | commenti (14) | ascolti

giovedì, 25 novembre 2004

Un braccialetto giallo
Io ce l’ho e voi no-o, pa-ppa-ppe-ro!

A me non importava proprio nulla di questo pezzo di plastica. E’ tutta colpa vostra, di voi che da tre mesi ormai avete monopolizzato le chiavi di ricerca che portano al Caravanserraglio. E braccialetto giallo di qua, e Fondazione Armstrong di là, e dove si compra ‘sto cavolo di bracciale. Ma che ne so io! Poi ho provato a darvi le indicazioni giuste, ho pure scritto un post tutto per voi! Non lo avessi mai fatto… Google ha deciso che il mio blog era la massima autorità italiana, e persino mondiale, in tema di braccialetti gialli: cercando wearyellow, sono arrivati sin qui dalla Polonia, dall’India e dal Giappone, pensa te! Tutti per questa stringa di caucciù, che costa appena un dollaro, e i cui proventi vanno alla Fondazione di Lance Armstrong per la ricerca sul cancro, fondata dal ciclista americano che ha vinto la battaglia contro un tumore (oltre a diversi Tour de France).

Quello che mi chiedo è come mai sia diventato un oggetto del desiderio. Forse perché alle Olimpiadi di Atene lo sfoggiavano vari atleti. E poi ci si è messo pure John Kerry, a mostrare il braccialetto! Così è diventato anche per me un oggetto cult (sempre per colpa vostra!). Sono andata alla Nike a chiedere informazioni (luogo dove non avevo mai messo piede e non lo metterò mai più, tanto per chiarire), ma mi hanno spiegato che la campagna wearyellow si è ormai conclusa in tutta Europa. E anche per l’acquisto via internet i tempi di attesa sono molto lunghi. Insomma, perdete ogni speranza, o voi che lo cercate!

Oppure… fate come me. Basta conoscere qualcuno che va negli Stati Uniti. Ad esempio, un campione di triathlon impegnato in una prova Ironman in Florida. E siccome, come tutti i triatleti, questo campione è una brava persona, ha comprato una scatola di wearyellow e, tornato in Italia, ha regalato il braccialetto ad amici e conoscenti, per fare un po' di beneficenza.

 

Bene. Ora che ce l’ho, posso dire una cosa? Sarò sincera e diretta: è proprio bruttino, questo braccialetto giallo…

parole di Latifah | 12:47 | commenti (17) | referrers, personale, notizie, nerone

mercoledì, 24 novembre 2004

Un libro

54 di Wu Ming

 

Ero scettica, e mi sono dovuta ricredere. Sarà che avevo sempre legato il “marchio” Luther Blissett ad una trasmissione radiofonica un po’ demenziale (era il 1994), e poi ad alcuni scherzi, con finte lettere di protesta ai giornali su fantomatici ritrovamenti di interiora animali in autobus e vari luoghi cittadini. Insomma, li consideravo dei mattacchioni qualsiasi. Perciò non ho mai avuto voglia di leggere Q. Mi sono infine decisa a comprare 54 (Einaudi, ma in copyleft) dopo aver sentito più pareri positivi.

 

Parere che confermo: questo libro è divertente, interessante, ben scritto e soprattutto basato su un grande lavoro di documentazione. La trama è praticamente impossibile da sintetizzare: in sostanza, è un affresco del mondo nel 1954, in piena guerra fredda, tra un bar ritrovo di comunisti a Bologna, la Hollywood di Cary Grant, la Yugoslavia di Tito, la Napoli di Lucky Luciano, i servizi segreti di Sua Maestà a Londra, senza dimenticare il regime sovietico di Mosca.

 

Non so come i cinque scrittori “anonimi” (wu ming significa proprio “nessun nome”, ma in realtà i loro nomi sono noti e persino indicati nel loro sito ufficiale) si siano divisi il compito: non deve essere semplice, scrivere a dieci mani! La mia impressione è che ognuno abbia sviluppato un personaggio e un’ambientazione, tanto che si può anche distinguere uno stile diverso: le parti che ho trovato più riuscite sono proprio quelle ambientate nel bar bolognese, con il protagonista (se così si può definire) Robespierre Capponi. Ma anche la ricostruzione dei personaggi di Cary Grant e di Tito è notevole.

 

Un consiglio: non fatevi spaventare dalle 673 pagine. Anch’io preferisco libri da 200 pagine al massimo, ma questa è una lettura davvero scorrevole.

 

Voto: 9

Contatore: 27 libri letti nel 2004.

parole di Latifah | 18:54 | commenti (17) |

martedì, 23 novembre 2004

Un piccolo annuncio
A.A.A. cerco tamaboy-sitter

Causa imminente vacanza di una settimana in luogo lontano da pc, cerco sostituto/a affidabile per evitare conseguenze fatali al mio tamaboy.

Richiedesi minimo impegno giornaliero (5 minuti per somministrazione dose di cibo, chiacchiere e relax), offresi in cambio uguale mansione in periodo da definire.

Astenersi non perditempo.

Aggiornamento: ho trovato ben tre tamaboy-sitter. In realtà, si erano offerte anche altre persone, ma tre bastano e avanzano! Così sono sicura che il mio Younes sarà bello sazio e rilassato anche in mia assenza. Grazie a Dani, Stè e Matilde. E non fatemelo ingrassare troppo!!!




parole di Latifah | 11:30 | commenti (28) |

lunedì, 22 novembre 2004

Un film

Notte senza fine

 

Se io vedo la locandina di un film interpretato da tre attori molto bravi (Toni Servillo, Laura Morante e Anna Bonaiuto, più Galatea Ranzi che è su un gradino più basso) e tratto da racconti di tre scrittori tra i miei preferiti (il libanese Amin Maalouf, il marocchino Tahar Ben Jelloun e l’anglo-pakistano Hanif Kureishi), io al cinema ci vado ad occhi chiusi. E infatti... ieri pomeriggio ho dormito gran parte del tempo, durante la proiezione di Notte senza fine (regia di Elisabetta Sgarbi, sorella di Vittorio). Molti altri spettatori, che evidentemente erano più svegli, hanno abbandonato la sala a metà film.

 

Sarebbe facile definirlo “brutto” o “inguardabile”. Il fatto è che questo non è un film, bensì un insieme di tre monologhi teatrali, e da teatro off-off-off. Recitati benissimo, per carità, con luci, fotografia e montaggio da manuale. Però è praticamente impossibile seguire un racconto, recitato da una sola persona, per mezz’ora di fila! I testi (tre racconti inediti) sono affascinanti, e mi verrebbe anche da comprare il libro pubblicato da Bompiani, ma non lo farò, almeno non ora, perché mi sento un po’ turlupinata. Non solo dal film che non è un film, ma perché la regista Sgarbi, di mestiere, fa – guarda caso – il direttore letterario della Bompiani. E, a mio parere, quello dovrebbe continuare a fare...

 

Aggiornamento: se avessi letto prima questa recensione, forse avrei apprezzato di più il film. Ma ho il brutto vizio di voler andare al cinema senza pre-giudizi (e continuerò a farlo).

Voto: n.c.

Contatore: 16 film visti al cinema nel 2004.

parole di Latifah | 12:43 | commenti (33) |

venerdì, 19 novembre 2004

Una gaffe

Succede che vai in edicola in una città diversa dalla tua a comprare il giornale e vedi esposti degli adesivi curiosi, tutti colorati e catarifrangenti, che ti sembrano delle parole in lingua araba, e ne compri uno.

Succede che, tornata nella tua città, una sera vai in una pizzeria dove non sei mai stata prima e scopri che il capocameriere e due pizzaioli sono egiziani.
Succede che sfoggi tutto il tuo arabo (cinquanta parole o poco più) e il cameriere ti prende in simpatia (anche perché conosci più strumenti musicali tradizionali tu di lui).
Succede che allora gli mostri quell’adesivo che presumi arabo e che il cameriere si rabbui. Scopri così che sono versetti del Corano. E realizzi che avevi pensato di appiccicare quegli adesivi sulla bicicletta: un po’ come se un musulmano esibisse un santino del Sacro Cuore credendolo un idolo rock.

Succede che capisci che c’è ancora molta, molta strada da fare per la comprensione reciproca…

Però di una cosa sei orgogliosa: all'uscita, un pizzaiolo ti chiede di dove sei veramente.

(Ho i testimoni: Lizaveta per l’acquisto dell’adesivo in edicola; PlacidaSignora per la gaffe con l’egiziano)

parole di Latifah | 10:29 | commenti (16) | personale, islam

giovedì, 18 novembre 2004

Un alfabeto

R come Riccardo
F come Fabrizio
W come Who is...



parole di Latifah | 18:49 | commenti (4) |

mercoledì, 17 novembre 2004

Un referrer

Ultimamente il mio blog è a singhiozzo: un giorno è aperto, un altro è chiuso per turno; ogni tanto i commenti sono attivi, poi li tolgo per un po'... Tutta colpa del lavoro (ma oggi, almeno, risparmio: sono in autobus). Era quindi un po' di tempo che non curiosavo tra i miei referrers, mitiche chiavi di ricerca che portano nuovi visitatori fin qui nel mio Caravanserraglio. Come sempre, ce ne sono alcune inquietanti, altre esilaranti. Una fonte continua di ispirazione per brevi post, insomma.

Oggi ne ho scelte due, nuove nuove: grammatica italiana x correggere una frase (magari, non sarebbe male eliminare quella "x", eh?) e giochi da fare dal mio computer con i tarocchi per scoprire il mio futuro (e per fortuna che google impone un limite al numero di parole da inserire in stringa...).

Ma la più misteriosa è questa: chiavi per la soluzione in terapia breve. Secondo voi, c'è da preoccuparsi?

parole di Latifah | 20:39 | commenti (20) | referrers

martedì, 16 novembre 2004

Una sosta

"Sono 11 ore e 26 minuti. Però paga soltanto 8 euro perché c'è il forfait giornata. Altrimenti avrebbe pagato sui 17 euro, sa".

Non c'è bisogno che me lo faccia notare un posteggiatore, che io lavoro molto. Poi lui magari pensa che più lavoro uguale più guadagno... Invece no, il mio stipendio è sempre quello, mica mi pagano gli straordinari, no no. E io certo che sono contenta di avercelo, un lavoro, mica mi lamento, anzi.

Però sentire esprimere la mia giornata in ore di sosta, mi ha fatto un po' impressione, ecco.

parole di Latifah | 19:55 | commenti (19) | personale

lunedì, 15 novembre 2004

CHIUSO PER TURNO

(I blog aperti più vicini sono indicati nella colonna a sinistra)

parole di Latifah | 11:31 | commenti |

venerdì, 12 novembre 2004

Una congettura
Tu chiamala così, se vuoi...

Quello che è andato in onda ieri sera al Tg5 è un nuovo atto di un piano diabolico: la berlusconizzazione totale e incondizionata del Corriere della Sera. Eh sì, perché da tempo i soliti boatos nei corridoi di via Solferino indicano proprio in Enrico Mentana il futuro direttore del Corrierone. Magari dopo un periodo sabbatico ai vertici del Sole 24 Ore.

Ed ecco la genialità del piano berlusconiano: facciamo finta di cacciare Mentana dal TG5, così lui prende un patentino da gioirnalista-indipendente-anti-berlusconi e quando lo metteremo alla guida del Corsera e/o del Sole24Ore nessuno ci potrà accusare di avere occupato anche quel posto di comando.

Forse è fanta-giornalismo, forse sono gli effetti della febbre che oggi mi tiene a casa... Ma di una cosa sono ormai certa: con una destra così, è impossibile che la sinistra torni al potere.

N.B. Avevo richiuso (temporaneamente) il blog per motivi di lavoro, diciamo così. E in genere nel Caravanserraglio mi dedico a temi più leggeri: è un po' la mia pagina di cultura, spettacoli e tempo libero. Ma questa pantomima mi ha fatto venire un prurito alle mani...


parole di Latifah | 14:43 | commenti (21) |

giovedì, 11 novembre 2004

TORNO SUBITO

ma anche no.

(in caso di necessità, mi potete contattare qua o )

parole di Latifah | 17:29 | commenti |

mercoledì, 10 novembre 2004

Una perturbazione

Ci sono due individui, qui fuori, che mi guardano...

Che dite, li faccio entrare al calduccio dell'ufficio?

parole di Latifah | 12:46 | commenti (27) |

lunedì, 08 novembre 2004

Un resoconto

Mi sono documentata, ho confrontato diverse fonti, e sono quindi in grado di offrirvi il resoconto più obiettivo e sintetico dell'evento.

Io non c’ero alla Blogfest, quindi state zitti, stronzi! E sappiate che Splinder mi ha già cacciato tre volte.

(Chez Blogrodeo)

parole di Latifah | 20:48 | commenti (29) |

domenica, 07 novembre 2004

Una (lunga) premessa

Se c’è un sentimento che mi è alieno, è l’invidia. Io non invidio nessuno. Piuttosto, mi è capitato spesso di essere oggetto dell’invidia altrui, e lo trovo un sentimento così cattivo e ingiusto... Invece, se una persona ha qualcosa più di me (che sia materiale o immateriale, soldi o successo, amore o salute), io sono sinceramente contenta per questa persona.
Insomma, avrete già capito dove vado a parare: ebbene sì, di nuovo IL libro (eccheppalle, non se ne può più! Vero, ma ho ancora qualcosa da dire). Il mio post precedente sui refusi era un modo un po’ originale per far capire che io parlo del libro perché l’ho letto, e con attenzione.
Dopo la forma, dunque, veniamo alla sostanza. Ma precisando prima (se no poi qualcuno mi accusa di parlare per invidia) che io sono contenta che una ventina di persone, più o meno giovani, abbiano avuto questa opportunità. E se Loredana Lipperini lo avesse chiesto a me, un raccontino, ci avrei provato anch’io. C’è chi in questi giorni ha scritto che “con Einaudi non pubblicherei mai”. Ma dai! Io pubblicherei anche con la tipografia sotto casa, e gratis (anzi, a dirla tutta, l'ho già fatto). E per fortuna che c'è il blog dove sfogo un po' la mia grafomania. Ma torniamo sulla notizia...



parole di Latifah | 18:19 | commenti (40) |

venerdì, 05 novembre 2004

Un’apertura straordinaria

Pensavo di essere ad un buon punto con il progetto di lavoro che mi sta facendo impazzire. Pensavo quindi di poter riaprire presto il Caravanserraglio. Invece... la fine del tunnel è ancora lontana. Ma ho deciso di lanciare questa "edizione straordinaria" (con i commenti riattivati, almeno per oggi) per parlarvi di un libro. Anzi:

IL libro
La notte dei blogger

L’ho comprato (pare che non girino molte copie gratuite…). L’ho letto (in un pomeriggio più qualche ritaglio di tempo durante il ponticello vacanziero dei giorni scorsi). L’ho analizzato (armata di matita e post-it).
Ma non farò una recensione de La notte dei blogger (ed. Einaudi). Come ha scritto anche Kay, in fondo sarebbe scontato, no? Né mi accoderò a sterili polemiche.

Il mio contributo, invece, sarà costruttivo. In vista di una auspicata ristampa di questa prima antologia dei nuovi narratori della rete, ho deciso di indicare alcuni refusi da correggere. E’ una brutta piaga, quella dei refusi, soprattutto nei libri di Einaudi. Be’, forse qualcuno non è un refuso ma proprio un errore di grammatica...

(N.B. Questa è solo una veloce carrellata, non esaustiva. Tralascio, ad esempio, lineette dove dovrebbero esserci solo capoversi, parentesi chiuse ma mai aperte, quisquilie, insomma. Diciamo che l’elenco che segue è the best of)

pag. 69: valige (rettifica: non è un refuso, ma una variante accettata)
pag. 72: ventunanni
pag. 98: se mi non sono cresciute
pag.168: Eistein
pag.172: non così eloquente, me certamente desiderosa
pag.181: stà
pag.186: ridammi l’anelo
pag.284: una paio
pag.289: un frase
pag.295: va dormire
pag.312: nei corridoio
pag.334: un fila lunghissima
pag.347: sono che sono molto più di cinque (solo?)
pag.352: attenti a non cadere del palco
pag.353: sotto quel arco

Eh, non esistono più i correttori di bozze di una volta…

Contatore: 26 libri letti nel 2004.

















parole di Latifah | 09:31 | commenti (69) |

grazie a squidfingers x gli sfondi (background)