[Caravanserraglio]
Pensieri, parole, opere e... viaggi (reali e mentali) di Latifah
 











Creative Commons License
I testi di questo blog
e le foto con firma "Latifah"
sono tutelati da
Creative Commons License.

Gran parte delle immagini
presenti su questo blog
sono state reperite in rete
dai principali motori di ricerca.
Se qualcuno pensa
che siano stati violati diritti,
me lo segnali.
Le immagini saranno subito rimosse.

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder



BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
Feed XML offerto da BlogItalia.it
Blog Aggregator 3.0 - The Filter

Smettiamola!







martedì, 31 maggio 2005

Uno stramaledetto braccialetto

Giallo, bianco e nero, e c'e' pure quello rosso...

Ultimo giorno del mese, tempo di bilanci e di "referrers" (ovvero le parole chiave che portano visitatori al Caravanserraglio dai motori di ricerca). Ogni giorno decine e decine di persone arrivano sul mio blog cercando informazioni sui famigerati braccialetti colorati in vendita per beneficenza. Per liberarmi di questa invasione, dovrei cancellare tutti i post in cui menziono la parola "braccialetto", ma ci vorrebbe troppo tempo. E allora, ecco quello che so (poco, ma tanto Google vi manda tutti qua...): sia che cerchiate maggiori informazioni su quello giallo di Armstrong, sia su quello bianco e nero contro il razzismo nel mondo del calcio, andate a leggere questo post (lì trovate tutti i link e, forse, qualche risposta alle vostre domande).

Ma da qualche tempo ho scoperto anche che esiste un braccialetto rosso per aiutare le vittime della strada a bordo di due ruote... Eh be', il bracciale di caucciù è diventato di moda e fioccano le imitazioni. Io non ne so nulla, ma se ne è occupata Mimijoy con una bella inchiesta (e con un ulteriore aggiornamento qua).

Scorrendo velocemente tutti i referrers di maggio (sono circa 1.800!), ne ho trovato qualcuno "nuovo". Come "ossimoro scuba": parliamone...
L'ossimoro è una figura retorica che consiste nell'affiancare due parole dal significato opposto, come "silenzio assordante". Ho il dubbio che quel visitatore cercasse, invece, un acronimo, che - semplificando - è la sigla formata dalle iniziali di più parole. Scuba, infatti, è l'acronimo - come ogni sub patentato dovrebbe sapere a memoria - di "Self Contained Underwater Breathing Apparatus", cioè apparato di respirazione sott'acqua ad aria compressa.

Sempre in tema marino, qualche altra chiave divertente: tartarughe come comunicano (con lentezza?), sharm non sa nuotare (non è un problema, neanche io sapevo nuotare... e dopo essere stata sul Mar Rosso sono diventata sub! Male che vada, può sempre usare il salvagente, no?), prendere "brevetto sub" al mare (lo consiglio: è costoso, ma divertente! Però non bisogna credersi subacquei dopo aver preso il patentino in quattro giorni, mi raccomando...), quiz corso subacquea (ecco, è una gran palla, sono difficili ma è necessario studiare, perché là sotto mica si scherza, eh).

Uffa... mi è venuta una gran voglia di andare al mare, adesso! Quindi, per favore, incrociate le dita per me: forse ma forse, riesco a scappare qualche giorno dall'ufficio   
 

parole di Latifah | 17:51 | commenti (30) | referrers, subacquea

lunedì, 30 maggio 2005

Un grado di separazione

Il mondo è proprio minuscolo

Conoscete la teoria dei sei gradi di separazione? In poche parole, chiunque di noi puo’ arrivare a contattare qualunque altra persona nel mondo, che sia Bush o Putin, Brad Pitt o Catherine Zeta-Jones, passando attraverso sei persone. E’ un altro modo per dire che il mondo è piccolo, e ne ho continue conferme. Mi capita soprattutto con incontri per me importanti. Io le chiamo anche “coincidenze”.

Ecco un esempio che risale a vent’anni fa. Avevo vinto una borsa di studio per la frequenza di un anno in un college negli Usa. Arrivo al campus, mi portano nel mio alloggio e lì conosco i miei compagni di casa: eravamo cinque in tutto. Una ragazza mi racconta di avere studiato in Italia, nella mia città, due anni prima. “Ma guarda che caso – dico io – proprio due anni fa ho conosciuto ad una festa, nella mia città, alcuni studenti americani”.
I miei ricordi sono un po’ annebbiati (dal tempo e dall’alcol...), però le racconto di aver chiacchierato con una ragazza che cantava nel coro della mia parrocchia. Be’, quella ragazza era la stessa con cui stavo parlando. Avrebbe già dovuto essersi laureata, ma per motivi di salute aveva perso un semestre. Insomma, per una serie di circostanze, ci siamo re-incontrate. E siamo diventate amiche del cuore.

Poi ci sono tanti altri episodi minori: come quella volta che alla stazione di Cannes ho incontrato un ragazzo svedese che avevo conosciuto negli Usa. Oppure - e questo è recentissimo – trovarmi in albergo in Egitto seduta a fianco di una ragazza abruzzese che avevo conosciuto due anni prima in Marocco.

Arrivo al punto. Ieri sera: cena in un ristorante marocchino, con tre “colleghe” appassionate di danza orientale. Racconto la mia esperienza di due anni fa a Tangeri: due settimane di stage residenziale.
“Il nostro contatto lì era un musicista”, spiego. E una delle commensali fa: “Ah sì, ho capito. Pensa che quello che ci ha portato il vino prima è suo fratello”.
“Maddai, io sapevo che era musicista anche lui e che viveva tra Milano e Reggio Emilia... cosa ci fa qui?”
“Ah be’, anche il titolare del ristorante è di Tangeri, si vede che si conoscono da prima.” 

Così, a fine serata, lo avvicino e mi presento. “Mi raccomando, salutami tanto Younes...”.
Sì, perché la persona che ho conosciuto ieri sera è lo zio del bimbo che, due anni fa a Tangeri, scelse per me il nome Latifah.
Piano piano, sto cominciando a conoscere tutta la "mia" famiglia...

parole di Latifah | 13:35 | commenti (23) | viaggi, personale, marocco, araberie

venerdì, 27 maggio 2005

Un'equazione

A piedi nudi nel blog

Un paio di sabot nuovi
PIU'
una passeggiata in centro (per pagare l'assicurazione auto)
UGUALE
un paio di vesciche nuove ai piedi.

Domani e domenica, stage di danza mediorientale: con tre ore consecutive al giorno a piedi nudi su parquet sconnesso, prevedo almeno un altro paio di vesciche.

Insomma, se domani qualche blogger di passaggio in Montagnola mi avvista zoppicante, non è perché sono brilla di prima mattina...

Ah, già che ci sono: se non sapete cosa fare domani sera, a Casalecchio di Reno c'è una festa multietnica. In programma anche l'esibizione delle danzatrici Devorah e Maria. Forse ci sarà anche Latifah (ma in borghese!).



(Se non si è capito, oggi vado molto di fretta... a lunedì)

parole di Latifah | 14:00 | commenti (21) | personale, araberie, danza orientale

giovedì, 26 maggio 2005

Una fobia

Paura di attraversare i ponti

C’è chi ha paura degli insetti, chi dell’ascensore o dell’aereo, chi delle malattie. Tutte paure piuttosto diffuse, no? Ma se affrontate l’argomento in una chiacchierata con colleghi o conoscenti, scoprirete un campionario di fobie inimmaginabile. E troverete finalmente il coraggio di confessare le vostre.

Anch’io possiedo una collezione notevole di paure. Una risale all’infanzia, ma me la sono trascinata fino ad alcuni anni fa, ed è la paura del buio: anche solo percorrere un metro nel corridoio di casa mia a luce spenta era un’impresa impossibile. Però, non so neanch’io come, questa paura l’ho superata (anche se la mia capacità di muovermi al buio è un po’ ridotta).

Chi mi conosce, anche solo attraverso il blog, sa dell’altra mia grande, recente vittoria: avevo terrore dell’acqua. Non sapevo nuotare, al mare bagnavo giusto i piedi e, in un impeto di coraggio, potevo arrivare al massimo con l’acqua alla coscia. Non di più. Poi una brutta operazione alla schiena, l’obbligo di fare nuoto, una vacanza a Sharm... e nel giro di un anno sono persino diventata subacquea, arrivando fino al brevetto avanzato

Ora c’è un’altra paura che devo affrontare. Credevo fosse un po’ strana, invece, con una ricerca su internet, ho scoperto che ha addirittura un nome: è la gefirofobia. Che poi sarebbe la paura di attraversare i ponti. Mica parlo di un ponte tibetano, ma di TUTTI i ponti, che siano altissimi viadotti autostradali oppure ponticelli pedonali su un rigagnolo e un’altezza massima di due metri... Io, semplicemente, mi blocco. Mi viene da andare carponi, a volte. E’ il vuoto, che mi fa paura. Non soffro tanto di vertigini, ma ho paura di scivolare giù. Diciamo che rischio l’attacco di panico. Una volta, in bicicletta, mi sono dovuta spostare sul’altro lato della strada, contromano insomma. E quella reazione si’, che fu davvero pericolosa.

Però sto affrontando anche questa fobia. Rispetto ad alcuni anni fa, sono decisamente migliorata. L’ultima volta che mi sono trovata a camminare lungo un ponte (bello largo, una strada a due corsie, con marciapiede) ho semplicemente chiesto alla persona che era con me di spostarsi dalla parte del parapetto, in modo da non farmi vedere il “vuoto” al mio fianco. E non ho tremato, ne’ mi sono messa a quattro zampe. Be’, sì, forse ho un po’ accelerato il passo...

Ma ci sono anche i ponti metaforici. Quando tutto attorno a te traballa, e il ponte tibetano che hai faticosamente attraversato crolla alle tue spalle, puoi solo guardare avanti.

E’ quello che sto cercando di fare.

Almeno in questo caso, sento di poter dire: io non ho paura.

parole di Latifah | 12:28 | commenti (30) | personale

mercoledì, 25 maggio 2005

Una corsa ad ostacoli

Ma quando finirà?

Avevo un appartamento di 110 mq; ora vivo in una stanza di 3 metri per 4.

Avevo un compagno da 13 anni; ora condivido un appartamento con due ragazze.

Avevo un capo che stimavo; ora il suo posto viene preso da un collega con cui, tempo fa, ho persino fatto a botte.

E’ come se avessi cominciato una corsa ad ostacoli, sulla classica distanza da 110 metri, che si sta allungando ogni giorno di più. Ormai è un 3000 siepi, e comincio ad essere stanca. L’impressione è che si sia trasformando in una maratona, ma non sento le energie sufficienti per arrivare al traguardo.

Tutto era cominciato con la crisi dei 40 anni e la conseguente “voglia di novità”. Un amore, un lavoro, una casa, un ideale...

Magari anche un figlio.

Be’, è un motivo in più per andare a votare il 12-13 giugno al referendum sulla fecondazione assistita e mettere quattro crocette sul SI’

parole di Latifah | 11:48 | commenti (40) | personale

martedì, 24 maggio 2005

Una bella scoperta

Il salmone affumicato ha meno calorie della bresaola!

Sono un’attenta lettrice di “Salute”, il supplemento di Repubblica. Mi interessano soprattutto gli articoli sulle medicine non convenzionali (quando non sono proprio malata, mi curo con omeopatia, fitoterapia e fiori di bach: rimedi utili – secondo me – soprattutto per prevenire...) e sull’alimentazione.

Leggendo l’ultimo numero (449, del 19 maggio) ho scoperto di essere vittima di un’errata convinzione a proposito del salmone affumicato. Sapevo, infatti, che fosse un pesce grassissimo, quindi pensavo che contenesse anche tantissime calorie. Io ne sono ghiotta, ma ho sempre cercato di limitarmi. Invece... grazie ad un articolo di Arturo Cocchi, a pagina 47, d’ora in poi me lo concederò più spesso, e in dosi abbondanti!

La tabella che correda l’articolo (non pubblicata sulla versione web, mi pare) rivela infatti che un etto di salmone affumicato equivale a 147 calorie, contro le 151 della triste bresaola e ben 268 del prosciutto crudo!


Ho dovuto rivedere le mie convinzioni anche a proposito dei grassi: un etto di salmone ne contiene 4,5 grammi, contro i 2,6 della bresaola, ma il prosciutto crudo ne ha addirittura 18,4. Oltretutto, i grassi del salmone sono “buoni”, ovvero polinsaturi (i famosi “omega 3”). Tra l’altro, ho appena ricevuto gli esiti degli esami del sangue, e ho i trigliceridi bassissimi (34, contro un intervallo “medio” contenuto tra 70 e 150 circa).

Morale: nella mia prossima spedizione all’Ikea, so già di cosa farò scorta (oltre a cuscini e tende...).


parole di Latifah | 13:24 | commenti (23) | notizie, cibo

lunedì, 23 maggio 2005

Un tormentone

Peggio di una catena di santantonio

Adayinthelife mi ha passato la prinz.
(Ma ero stata "nominata" anche da Massimo e da Sabrina!)
Io non sono nemmeno sicura di avere capito bene le domande, ma ci provo, ok?

1. Volume di file musicali sul mio portatile 
A parte il fatto che non ho (ancora?) un portatile e non ho nemmeno l'ipod (e, anche se lo avessi, non so come si fa a metterci la musica dentro...), nel pc che uso in ufficio non ho le casse (né la scheda audio), quindi la cartella "musica" è vuota. E a casa ho una connessione a 56K: il computer lo uso più come macchina da scrivere, insomma. Però nell'era paleozoica, quando napster era legale, provai a scaricare qualche file. Ci misi circa un'ora per completare il download di una canzone di Loreena Mc Kennitt. Il giorno dopo mi comprai il cd...

2. L'ultimo CD che ho comprato
Negli ultimi tempi ho dovuto tirare un po' la cinghia, quindi l'ultimo acquisto risale a metà marzo ed è "Halim", vecchio cd (del 1997) di Natacha Atlas, che contiene la canzone "Gafsa", leit motiv del film Ferro 3.
Poi (ma non so se vale...) un mio "amico" senegalese mi ha - ecco, diciamo così - fatto ascoltare "Mentre tutto scorre" dei Negramaro. Ma non lo faccio più, ok?

3. Canzone che sto ascoltando ora
Come sempre, in ufficio, sono sintonizzata su Radio Città del Capo e il mitico Michele Pompei ha deciso di regalarmi, proprio in questo momento, una strana versione reggaeggiante di una canzone dei Pink Floyd (non ne sono sicura, ma potrebbe essere questo cd qui). 

4. Cinque canzoni che ascolto spesso ultimamente  
Questa è difficilissima! Ultimamente (ed è un periodo che dura già da parecchi mesi) non ascolto molta musica. Preferisco il silenzio, oppure la radio in sottofondo. Comunque, ci provo: diciamo che in questo momento mi piacerebbe riascoltare...
1. Hakim + Olga Tanon - "Ah Ya albi"
2. Battiato - "La stagione dell'amore"
3. De André - "Canzone del maggio"
4. Youssou N'Dour + Neneh Cherry - "Seven seconds"
5. The Doors - "The end" (dalla colonna sonora di "Apocalypse Now")

5. Cinque persone a cui passo il testimone 
E beccatevi anche voi 'sta prinz!
Innanzitutto, tre amiche che ultimamente hanno lasciato il proprio blog un po' "solo": su, Dani, Disastrid, Reina, è tempo di scrivere un nuovo post!
E poi, sono curiosa di vedere le risposte di Emanuela e di Samira.
Però vi assicuro che, anche se non proseguite la catena, non vi succederà nulla!

parole di Latifah | 12:46 | commenti (29) | ascolti, blog

sabato, 21 maggio 2005

Un tacchino ripieno?

Invece no... è proprio Nerone  

ATTENZIONE!

La lettura di questo post è sconsigliata a persone che non amano gli animali, insensibili e facilmente impressionabili. Il testo è infatti corredato di immagini non propriamente amene.

Ne è altresì consigliata la visione a tutti i proprietari di gatti che, dopo una visita dal veterinario, corrono su internet per cercare parole come: tumore mesenchimale, fibrosarcoma da inoculo, neoplasia da vaccinazione, collare elisabettiano, ago aspirato, esame citologico e/o istologico, recidiva.

------------------------------------------------

Insomma, ieri Nerone è stato operato. Diciamo che è andato tutto bene... nel senso che si è svegliato. L'esame citologico ha però confermato l'ipotesi: i due noduli che gli sono stati asportati presentano cellule maligne, e altre "in trasformazione". Più "un alone infiammatorio", che non so bene che cosa voglia dire. In breve: è una recidiva del tumore che gli era stato asportato l'11 agosto scorso.

Rispetto all'altro intervento, il taglio è più piccolo: una linea retta di circa 20 centimetri, mentre l'anno scorso era più o meno della stessa lunghezza ma a "U". In poche parole, gli hanno tagliato una fetta di ciccia più piccola. C'è infatti il rischio che i gatti sviluppino tumori cicatriziali, ovvero sulle vecchie ferite, tanto che stavolta non gli hanno dato punti di sutura interni.

Sempre rispetto all'anno scorso, il micione si è ripreso subito, se così si può dire. Sembra quasi che si ricordi... infatti anche l'imbuto in testa lo ha mestamente accettato, senza sbattere contro sedie e stipiti. Ieri sera ha mangiato un cucchiaino di omogeneizzato, ed è riuscito a saltare sul letto. Però è evidente la sua sofferenza: quando mi avvicino per fargli un grattino sotto al mento, sibila un debole "meu"... E ci credo!
(ATTENZIONE: la foto che sto per linkare è particolarmente cruda, ho deciso di pubblicarla solo per documentazione, per chi si trova a dover decidere se far sottoporre il proprio gatto a un intervento del genere, e ne sconsiglio DAVVERO la visione)
Se ne avete il coraggio, guardate qua... me lo hanno conciato come un tacchino farcito, poverone.

Però, anche messo così, Nerone resta il gatto più buono e più bello del mondo, ve lo assicuro...


parole di Latifah | 10:53 | commenti (40) | nerone

giovedì, 19 maggio 2005

Un gran daffare

Assente giustificata

COSE DA FARE:
Ikea
veterinario
farmacia
fabbro
depilazione
valigie
mamma
assicurazione
danza
lenzuola
registratore
medico

banca
cornici
tende
(continua...)

Disclaimer
"Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità in quanto l'autrice di questo blog ha molte cose da fare in quanto le giornate sono di 24 ore e, di queste, almeno 10 sono di lavoro, 2 di sonno, le restanti volano in quanto l'autrice di questo blog sta cercando di traslocare la propria vita".

parole di Latifah | 14:58 | commenti (23) | personale

martedì, 17 maggio 2005

Uno specchietto retrovisore

La mia macchina aveva proprio bisogno di essere lavata...

L’auto era parcheggiata al sole, e appena salgo tiro giù il finestrino. Mentre aspetto che cali un po’ l’afa, prima di mettere in moto, decido di mandare un sms. Lo scrivo e cancello almeno tre volte. Misuro le parole, leggo e rileggo. E’ solo una comunicazione di servizio, in fondo. “Opzioni”, “invia”. Pochi secondi, ed arriva la risposta: “Ok”. Appena due lettere, fredde e pesanti. Va bene così, mi dico. E’ giusto così. Non mi può dire altro. Non ora.

Metto in moto e ingrano la retromarcia. Ho sempre fatto quella manovra, per uscire dal cortile. Quel muro, alla mia sinistra, c’è sempre stato. Mai guidare con rabbia, me lo devo ricordare. Anche se vai a 10 all’ora.

Poi, quel rumore sordo, e un sibilo alle mie spalle. E’ come un’esplosione. Non capisco nemmeno subito che cosa sia successo. Spengo il motore e scendo dall’auto. Raccolgo da terra la calotta, altri pezzi di plastica, ma dello specchietto retrovisore nessuna traccia. Pazienza, mi dico, tanto sarà rotto. Non sono mica superstiziosa, io. E’ solo una rottura in più, in tutti i sensi.

Risalgo sull’auto, completo la retro (con attenzione, con calma, guarda bene, prendi le misure), esco dal cortile, ingrano la prima, percorro dieci metri. Che strano pizzicore, sulla schiena. E anche sul collo. Pure le gambe, però... Guardo sul sedile al mio fianco, do una veloce occhiata dietro: minuscoli frammenti di vetro sparsi ovunque. Panico.

Mi fermo in mezzo alla strada, scendo, c’e’ un’officina, il meccanico vede l’avanzo di specchietto che penzola dalla mia parte e intuisce che mi è successo qualcosa.
“Ho vetri addosso, mi si è spaccato lo specchietto, sa... è come scoppiato”. 
Lui guarda dentro l’auto, conferma: “Qui ci sono pezzi dappertutto, ma io non posso fare nulla, non ho l’aspirapolvere”.
“Ha un bagno? Mi devo spogliare...”.
Mi fa entrare in un retrobottega sporco di morchia, la porta non si chiude nemmeno. Non ho il tempo di chiedermi se mi può vedere, mi tolgo tutti gli abiti, anche le mutande e i calzini. Persino dagli stivali mi esce pulviscolo di specchio. Maledetta moda dei jeans a vita bassa.

Esco, ringrazio. Il meccanico mi ha appoggiato un telo di plastica sul sedile. C’è un autolavaggio a cinque minuti. “Per favore, pulite bene i sedili...”. La schiena mi pizzica, prurito ovunque. 
La concessionaria è a 200 metri, devono cambiarmi anche l’ingranaggio, con la botta si è danneggiato. “Ci vorrà mezz’ora”. Bene, così ho il tempo di andare a casa a cambiarmi. Sono cinque minuti a piedi. Nella sfiga, sono fortunata, eh? Tutto quello che mi serve, ora, è nel raggio di 300-400 metri al massimo.

Arrivo a casa, sbatto gli abiti, chissà se la polvere di vetro è entrata nelle fibre dei tessuti, chissenefrega, caccio tutto in lavatrice e mi faccio una doccia. Gelata. L’acqua calda può allargare i pori e fare penetrare nella pelle i frammenti. Riesco sempre a mantenere la calma e a riflettere, in situazioni di emergenza.

Mi è andata bene. Un centinaio di euro in tutto. Ma mi poteva costare molto di più, quella distrazione. Nel pomeriggio ritrovo lo specchietto sotto il mio sedile. Con l’urto, era schizzato dentro l’auto, non fuori come avevo pensato. Mi aveva sfiorato la testa. Per fortuna ero girata dall’altra parte, per fare la retro. Per fortuna avevo gli occhiali da sole. Per fortuna...

La vita, negli ultimi anni, mi ha insegnato a cercare un lato positivo in tutto quello che mi accade. E la mia macchina aveva proprio bisogno di essere lavata.

parole di Latifah | 17:00 | commenti (31) | personale

venerdì, 13 maggio 2005

Un venerdì 13

Non ci credo, ma però

Non sono superstiziosa. Il 17 lo considero un numero fortunato, ancora meglio se è venerdì. Se rovescio il sale, semplicemente lo raccolgo e non lo butto dietro le spalle. Se un gatto mi attraversa la strada, sto solo attenta a non investirlo. Se si rompe uno specchio, raccolgo i cocci con cura e ne compro un altro. Magari evito di passare sotto a una scala, ma solo perché non mi cada qualcosa o qualcuno addosso.

Insomma, venerdì 13 per me è soltanto il titolo di un film.

Ma però...

Due sere fa, sulla schiena di Nerone è apparso un nuovo bozzo. Più piccolo di quello che, l’anno scorso in agosto, lo portò d’urgenza sul tavolo operatorio. “Sarcoma da inoculo”, fu l’esito. Una neoplasia “a grave tendenza infiltrativa”.

Infatti. Sono passati dieci mesi esatti, e quella brutta “bua” si è ripresentata. Oggi il veterinario ha visto il mio micione. Che venerdì prossimo tornerà su quel tavolo operatorio.

Non mi interessano più “sole, mare, ferie...”. Alla lampada di Aladino, ora, posso esprimere un solo desiderio. Tutto per lui.



parole di Latifah | 12:51 | commenti (37) | personale, nerone

giovedì, 12 maggio 2005

Un desiderio (per ora impossibile)

Ci vorrebbe proprio la lampada d'Aladino

Oggi la mia PlacidaCugi offre a tutti la possibilità di esprimere un desiderio.

Io, senza pensarci un attimo, ho scritto: "...vorrei trovarmi al posto giusto, nel momento giusto..."

E' un desiderio un po' vago, lo so. E molto difficile da esaudire.

Allora, caro Aladino, provo con tre desideri più semplici:




parole di Latifah | 14:46 | commenti (14) | personale

mercoledì, 11 maggio 2005

Un paio d’occhiali

Finamente posso ricominciare a leggere a letto

Nelle ultime settimane ho rallentato i miei consueti ritmi di lettura. Forse - mi dicevo - è anche un problema del tomo che sto affrontando: “Q” di Luther Blissett. Ho trovato appassionanti le prime pagine, poi mi è passata la voglia. Lo trovo ripetitivo, prolisso, dalla struttura un po’ macchinosa: bisogna sempre stare attenti a leggere la data all’inizio del paragrafo, perché c’è un passaggio continuo di ambientazione nel tempo, dal 1518 al 1555, in avanti e all’indietro.

Insomma, la sera leggevo una pagina o due, ma a fatica. Mi si incrociavano gli occhi per la stanchezza, ma non avevo sonno. E la sera successiva non ricordavo più i brani già letti. Così ho abbandonato il libro per un po’ e mi sono data a letture meno impegnative, come riviste o - soprattutto - il catalogo Ikea, pieno di tante belle figure e la maggior parte dei prezzi scritti in grande.

Poi, una settimana fa, ho visto un cartello esposto davanti ad un negozio di ottica: “Esame gratuito della vista”. Lo rimandavo da tempo, anche per motivi psicologici. Non posso essere GIA’ diventata presbite, mi dicevo. Infatti...

Ora, da un paio di sere, inforco i miei occhialini verdi e affronto Q con nuova energia. Insomma, chi me l’ha prestato può sperare di riaverlo indietro in tempi un po’ meno biblici...

parole di Latifah | 13:45 | commenti (29) | personale, letture2005

martedì, 10 maggio 2005

Una cicatrice

Quella vecchia ferita che sanguina ancora

Non mi era mai successo. Sarà forse il repentino cambiamento del tempo: dall’estate all’inverno in un solo giorno, senza passare dalla primavera.

Fatto sta che ieri sera ho cominciato a grattarmi, sovrappensiero, proprio lì sopra. Sulla cicatrice dell’appendicectomia, vecchia di 25 anni ormai. Ma non direttamente sulla pelle: ero vestita e c’erano almeno tre strati, maglia, canotta e pantaloni. Non ho nemmeno le unghie lunghe...

Poco dopo, quando mi sono spogliata per indossare il pigiama, ho visto il sangue. Proprio lì, su quella vecchia ferita... Tre punti appena mi diedero, ma ero in piena crescita e si formò un cheloide. Insomma, è una cicatrice cicciotta. Ma non mi ha mai dato fastidio. Fino a ieri sera.

E ho capito che le vecchie ferite, tutte, possono sanguinare e riaprirsi, anche se le hai dimenticate. O meglio, anche se credi di non pensarci più.

parole di Latifah | 11:20 | commenti (19) | personale

lunedì, 09 maggio 2005

Una smentita di Beppe Grillo

Ecco cosa succede a fare copia-incolla: il caso "olio di colza"  

Sto diventando monotematica, lo so. Ma da anni sono un'appassionata di leggende metropolitane e, da quando posseggo una casella di posta elettronica, sono sempre stata attenta a non propagare bufale (o "hoax") via mail, come assurdi allarmi virus o raccolte di fondi semplicemente propagando catene di sant'antonio... Insomma, bisogna sempre stare attenti a cliccare su "inoltra" o a fare dei veloci copia-incolla, senza controllare le fonti.

Eccone un'ulteriore dimostrazione: il caso del presunto testo di Beppe Grillo sull'olio di colza, che da qualche mese gira via mail ma anche su numerosi blog. L'intervento era intitolato "La colza danneggia gravemente Siniscalco" ed era attribuito direttamente a Grillo, che lo avrebbe scritto sul suo blog. In realtà (e bastava una veloce ricerca per scoprirlo, anche con Google) era un falso, come ha documentato anche l'utilissimo servizio antibufala di Paolo Attivissimo. C'è chi, come Dr.Strangeblog, che ne aveva scritto su Macchianera, ha poi correttamente rimediato con mille scuse. Ma, si sa, la smentita è sempre poco efficace.

Ora è direttamente Beppe Grillo a chiarire il suo pensiero:
"Un mese fa circolava in rete un testo apocrifo a me attribuito pieno di stupidaggini sull’olio alimentare di colza da usare come carburante per autotrazione. (...) Il testo apocrifo insisteva sull’opportunità di comprare bottiglie di olio alimentare di colza e di usarlo al posto del gasolio minerale, promettendo grandi risparmi pecuniari, nessun danno al motore e molti danni al fisco. Io invece sono per alzare il prezzo dei carburanti e non ritengo gli olii vegetali un’alternativa valida al petrolio".

Quindi, per favore, prima di far girare appelli di qualunque tipo, verificate, gente, verificate.

parole di Latifah | 14:12 | commenti (15) | blog, notizie

sabato, 07 maggio 2005

Un altro copia-incolla

Sono stata “plagiata” anche su Dagospia...

Credo che mai un commento su un blog abbia avuto tanta risonanza. Quelle mie poche righe sul caso Omissis lasciate da Macchianera, finite sul Barbiere della sera (tutta la ricostruzione del “plagio” è qui), sono apparse - in forma anonima - su un altro sito “pettegolo”: Dagospia.

Naturalmente, io non ho MAI scritto una lettera a Dago (il cui sito non mi piace frequentare, così come non mi piace frequentare il Bds). O meglio, non gli avevo mai scritto fino a ieri, quando mi è toccato mandargli una mail per rivendicare la “maternità” di quelle mie parole. Ma se il Barbiere ha prontamente pubblicato la mia replica, Dagospia per ora mi ignora. E forse è meglio così...

Ripeto: considero preoccupante la leggerezza con cui vengono fatti questi copia-incolla, visto che c’era di mezzo un nome (quello dello studente greco che ha segnalato per primo alle redazioni, via mail, il caso del rapporto americano sull’uccisione di Calipari con le “pecette” finte).

Ormai “l’ho letto su un blog” ha sostituito il vecchio “l’ha detto la tv”... ma la bufala è sempre in agguato: Ratzingerpapa insegna.

In compenso, il mondo blog regala delle belle serate, come una cena ieri sera da Vito. Ottima compagnia, ottimo vino, ma con un’apparizione finale inquietante...


Ridateci Guccini!

 

parole di Latifah | 11:29 | commenti (30) | blog, notizie

venerdì, 06 maggio 2005

Un altro braccialetto

Ora tutti vogliono quello bianco e nero contro il razzismo...

In questi giorni di “chiusura” del Caravanserraglio, ho scoperto che gli accessi non calavano nonostante il mio silenzio: sì, ho il mio “zoccolo duro”, i miei 25 lettori quotidiani, ma gli altri, per la maggior parte, arrivano dai motori di ricerca.

Moltissimi gli stranieri, che arrivano fin qui da tutto il mondo cercando una fotografia di pinguini imperatore: l’avevo pubblicata in novembre, ma visto che l’avevo "presa in prestito" da un sito di un acquario giapponese, qualche settimana fa ho pensato bene di rimuoverla... Niente da fare: se cercate “penguin” tra le immagini di Google, il mio blog appare ancora come quinto risultato. E che vi troviate negli Usa, in Malesia o in Oman, il risultato non cambia. Mistero.

Dall’Italia, invece, la maggior parte dei visitatori arriva al Caravanserraglio cercando il braccialetto giallo di Armstrong per la ricerca sul cancro. Ne ho già scritto in settembre e in novembre: io ne ho uno, non mi piace nemmeno tanto, ma me lo tengo, visto che me l’hanno regalato. Pussa via!

Ora, però, ho scoperto che tra i naviganti c’è un nuovo, inafferrabile, oggetto del desiderio: il braccialetto bianco e nero contro il razzismo, anch’esso commercializzato dalla Nike come wearyellow.Tutti lo cercano, tutti lo vogliono, nessuno lo trova. Ecco, allora, qualche informazione utile per voi, ma premetto subito che questo aggeggio NON CE L’HO, ok?

In pratica, il bracciale bianco e nero è il simbolo della campagna “Stand up Speak up”, sottotitolo: “Il razzismo nel mondo del calcio è un problema che riguarda tutti”. L’idea è stata lanciata dall'attaccante dell'Arsenal e della nazionale francese Thierry Henry, che con il sostegno di Nike ha riunito molti campioni del calcio europeo, invitando “la maggioranza silenziosa di tifosi non razzisti” ad indossare il bracciale per dimostrare solidarietà “con i giocatori e con coloro che si oppongono al razzismo nel mondo del calcio”.

Il bracciale, afferma la Nike, “è disponibile nei negozi di tutta Europa” con “un’offerta minima di 2 euro (1,50 sterline). Tutti i proventi verranno amministrati e distribuiti dall'associazione indipendente King Baudouin Foundation (Kbf) per finanziare progetti e iniziative contro il razzismo in tutta europa. Non più del 25% delle offerte verrà utilizzato per pagare il costo dei bracciali”.

Bene, bravi, bis. Il braccialetto bianco e nero, però, è diventato uno status symbol, proprio come quello giallo. “Vista la sorprendente richiesta, lo stock iniziale di braccialetti e’ esaurito in molti negozi. Nike - spiega l’azienda nel sito dedicato alla campagna - e’ impegnata ad evadere tutte le richieste e prevediamo di consegnare un ulteriore quantitativo di braccialetti in breve tempo. Vi preghiamo di avere pazienza e continuare a cercare nei negozi”. Così, se anche il braccialettino di plastica non c’è, chi fa un giro magari si compra una maglietta o un paio di scarpe...

Tanto che la Nike diffida persino ad acquistarli via internet: “I braccialetti sono disponibili unicamente nei negozi elencati” (ovvero: Nike Town, Nike Store e altre catene come Intersport e Athletes World). Dunque, “fate attenzione: i braccialetti venduti online (per esempio attraverso ebay) sono venduti a scopo di lucro personale e il denaro ricavato da queste vendite non andrà alle organizzazioni impegnate nella lotta al razzismo nel calcio in europa”.

Se volete saperne di più, tutte le informazioni “ufficiali” sono qui.

parole di Latifah | 16:35 | commenti (19) | referrers

mercoledì, 04 maggio 2005

Un copia-incolla

Un (mio) commento su Macchianera diventa un articolo (altrui) sul Barbiere della Sera!

Succede che decido di chiudere il blog per un po’ perché ho cose più importanti a cui pensare.
Succede che nel frattempo il rapporto americano su Calipari viene “decrittato” da Gianluca Neri e reso pubblico su Macchianera, con conseguenti rivendicazioni di primogeniture: il “primato” di Macchianera viene infatti ignorato dall’Ansa, che lo attribuisce a uno studente greco di medicina a Bologna, e contestato da Indymedia, sul cui sito, in effetti, il rapporto è uscito alle ore 00.36 del primo maggio.
Succede che, dopo due giorni in cui tutti (giornalisti e blogger) hanno detto la loro, io dico la mia in un commento ad un post di Macchianera: sono le 19.30 del 3 maggio. Ecco il testo:

Tanto per completare l’informazione su questa vicenda (e non per togliere primati a nessuno, sia ben chiaro), lo studente greco che ha dato l’allarme alle agenzie e di cui ha parlato l’Ansa ha un nome, un cognome e una faccia: si chiama Yannis Parasyris e oggi lo ha intervistato un giornale locale di Bologna, “Il domani”.

Al MacchiaNeri l’onore e il merito di avere reso pubblico SUBITO il rapporto svelando il trucchetto, mentre indymedia ha semplicemente copiato e incollato il testo decrittato senza spiegare il come e il perche’, tanto che a loro non ha creduto nessuno. Gianluca Neri gode invece di attendibilita’, perche’ e’ giornalista, scrittore e autore, oltre che blogger

E sempre per aggiungere un’informazione a chi parla di mazzata per i giornalisti, che il primo maggio “dormivano” mentre blogger e studenti di medicina “lavoravano”, ricordo che per contratto nazionale, nonche’ per calendario, il primo maggio e’ festa del lavoro, e nessun giornalista della carta stampata (assunto con tutti i crismi) e’ obbligato a lavorare (i giornali il 2 maggio non escono, guarda caso). Diverso il discorso per le agenzie, le radio, le tv e… i co.co.pro.

Per la precisione. E di nuovo complimenti a Neri.
----------------------------------


Succede quindi che ad un giorno di distanza, oggi 4 maggio, sul Barbiere della Sera esce il seguente intervento firmato NNNNN:

Di chi è lo scoop del rapporto Calipari? Di tutti
di NNNNN


Il tam tam telematico tra blog, siti, newsgroup e le tempeste di telefonate nelle redazioni e alla Farnesina risalgono già alla mezzanotte del 30 maggio

Tanto per completare l’informazione sulla vicenda Omissis e Rapporto Calipari (e non per togliere primati a nessuno, sia ben chiaro), lo studente greco che ha dato l’allarme alle agenzie e di cui ha parlato l’Ansa ha un nome, un cognome e una faccia: si chiama Yannis Parasyris e ieri lo ha intervistato un giornale locale di Bologna, Il domani.

Non è la mattina del 1 maggio che si è diffuso il tam tam telematico tra blog, siti, newsgroup oltre che le tempeste di telefonate nelle redazioni e alla Farnesina. Già intorno la mezzanotte del 30 maggio sul sito di informazione indipendente Indymedia era possibile leggere il testo del caso Calipari senza gli omissis del Pentagono. Yannis Parasyris ha contattato, tra gli altri, anche il sito dei mediattivisti italiani che ha subito pubblicato il rapporto decrittato.

Al Macchia-Neri l’onore e il merito di avere reso pubblico il rapporto svelando il banale trucchetto la mattina del 1 maggio, mentre Indymedia, per prima, ha semplicemente copiato e incollato il testo decrittato senza spiegare il come e il perche’, tanto che a loro non ha creduto nessuno. Gianluca Neri gode invece di attendibilita’, perche’ e’ giornalista, scrittore e autore, oltre che blogger.

Quindi non mi sembra che questo sia un colpo dell'informazione alternativa contro il mainstream: Neri, a sua volta, fa parte di quel giornalismo istituzionalizzato che tanto critica nel suo blog. Tant'è che lui viene preso per attendibile al contrario di Indymedia.

E sempre per aggiungere un’informazione a chi parla di mazzata per i giornalisti, che il primo maggio “dormivano” mentre blogger e studenti di medicina “lavoravano”, ricordo che per contratto nazionale, nonche’ per calendario, il primo maggio e’ festa del lavoro, e nessun giornalista della carta stampata (assunto con tutti i crismi) e’ obbligato a lavorare (i giornali il 2 maggio non escono, guarda caso). Diverso il discorso per le agenzie, le radio, le tv e i co.co.pro.

Per la precisione. E di nuovo complimenti a Neri (non il primo, non l'unico come erroneamente riportato dall'Ap/Com e da molte altre testate)
NNNNN
----------------------------------

Visto che va di moda, ho “pecettato” (non in nero, però, ma direttamente in giallo) le parti coincidenti.
Appare subito che NNNNN ha praticamente copiato e incollato il mio commento... aggiungendo qualche sua chiosa qua e là.
Bene, sono contenta, vuol dire che le mie affermazioni sono state giudicate veritiere e condivisibili. Ma il signor NNNNN si sarà preso la briga di verificare l’attendibilità di quello che sostengo? Ad esempio, sull’identità dello studente greco, di cui nessuno prima sui blog (a quel che mi risulta) aveva fatto nome e cognome. Be’, NNNNN avrebbe ad esempio scoperto che lo studente smanettone ha persino un suo proprio sito. Ma non credo che il collaboratore del Bds lo abbia fatto. E se io me lo fossi inventato, quel nome? Bah...

Insomma, il copia-incolla va molto di moda. Però, per favore, prima di considerarmi una fonte, verificate, ok?
Nessuno è perfetto, tantomeno un blogger.



AGGIORNAMENTO DELLE ORE 18.30 CIRCA
Sul Barbiere della Sera è uscita la mia replica.

parole di Latifah | 15:53 | commenti (30) | blog, notizie

grazie a squidfingers x gli sfondi (background)