[Caravanserraglio]
Pensieri, parole, opere e... viaggi (reali e mentali) di Latifah
 











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Smettiamola!







martedì, 31 gennaio 2006

Una proprietaria

Come la notte e il giorno

Ricevo un sms: “Devo parlarti. Passa da me appena puoi”.
Il tono algido mi fa trasalire. Che cosa dovrà mai dirmi? O mamma mia, avranno bisogno dell’appartamento! Oppure c’è qualche grana. Forse ho combinato qualcosa di sbagliato. L’affitto lo devo pagare il primo del mese, quindi non sono in ritardo…

Suona la sveglia, apro gli occhi tremante: sono le 9. Mi precipito in doccia, faccio colazione in piedi con l’accappatoio umido addosso. Spalanco le imposte: è una splendida giornata di sole, una rarità per Bologna nei “giorni della merla”.
Preparo i soldi in contanti: meglio portare la pigione con un giorno d’anticipo, non si sa mai. 

La proprietaria dell’appartamento è una simpatica signora anziana, sempre molto attiva.
Mi apre la porta tutta sorridente e mi accoglie festosa: “Ciao, ma come stai bene oggi!”
Mi informo sul suo stato di salute, è convalescente da un intervento al ginocchio.
“Molto meglio, hai visto? Mi hanno tolto la stampella e faccio anche le scale!”
E il micio come sta?
“E’ guarito tutto d’un botto.”
Beato lui, il mio invece è devastato…
“Comunque sei proprio una gran bella ragazza, sai?”
Sorrido, ringrazio, è tardi, devo scappare in ufficio.

Devo proprio imparare a non farmi condizionare dagli incubi.
Incubi notturni, come il sogno sul messaggino della proprietaria, che stamane mi ha provocato un risveglio così agitato.
Ma devo soprattutto scacciare gli incubi diurni.
C’è aria di primavera, oggi.

parole di Latifah | 13:15 | commenti (6) | pensieri, meteo

domenica, 29 gennaio 2006

Un cartello criptico

E una interpretazione originale

Da qualche giorno, nel piazzale della stazione di Bologna, è comparso questo cartello:



L'ho osservato - perplessa - per qualche minuto, guardandomi attorno. Ma nei pressi non c'è nulla che possa far pensare ad un "ricovero": né un centro d'accoglienza per senzatetto, né un presidio sanitario.

D'altra parte, non ci sono nemmeno delle indicazioni, o delle frecce, che possano far intuire un percorso da seguire in caso d'emergenza.

Comunque, c'è qualcuno che ha dato una sua personale, utilitaristica, interpretazione.

(Anche "loro", a volte, non si sentono molto bene, no?)

parole di Latifah | 18:17 | commenti (11) | parole

giovedì, 26 gennaio 2006

Una frase

Costruire delle storie

Capiterà anche a molti di voi, di inventare delle storie prendendo spunto dalla vita reale. Non parlo di racconti, no, proprio di storie. Ad esempio, al ristorante, mi piace immaginare i legami tra le persone sedute a tavola. Se vedo una coppia, e magari catturo qualche brandello di conversazione, “creo” la loro storia. Da quanto tempo stanno assieme, se sono felici, che lavoro fanno. Storielle così, che mi piace condividere con chi mi è vicino. Credo che sia una “mania” piuttosto diffusa.

Da qualche tempo, questa mania mi coglie camminando per strada. Osservo le finestre, i portoni, e mi immagino le vite di chi abita in quelle case.

E poi, ci sono le scritte sui muri… come questa, spuntata pochi giorni fa nei pressi di una scuola superiore:




E’ una frase bellissima, ho pensato quando l’ho vista. “Posso solo riprovare a moltiplicarti il sole”. Che storia ci sarà dietro? Il rimpianto per un abbandono? Una richiesta di perdono per un tradimento?

Ero ancora lì che vagheggiavo sull’anonimo estensore di quelle parole così romantiche, quando ho avuto un’illuminazione.

Google!

Risultato: è un verso di una canzone di tali Zeropositivo.

Che delusione... 

Meglio tornare a costruire storie guardando i portoni, va'. 

parole di Latifah | 16:46 | commenti (25) | parole

mercoledì, 25 gennaio 2006

Un'ora in meno

Sì, siamo alla canna del gas... 

Io, ligia, ieri sera l'ho fatto: ho tolto un'ora di riscaldamento (portandolo da 10 a 9 ore al giorno) e ho abbassato la temperatura massima di mezzo grado (da 21 a 20,5, in modo da averne almeno 19... la mia caldaia funziona un po' così).

Vorrei proprio sapere in quanti hanno seguito le nuove disposizioni del Governo per fronteggiare l'emergenza gas.

Ora, però, si annunciano possibili tagli di energia elettrica.

Vabbe', ho appena comprato tre candele color oro e sono dotata di un'ampia scorta di lumini.

E dire che, appena due giorni fa, avevano assicurato che non sarebbero stati toccati i consumi delle famiglie...

Mi sa che siamo un po' tutti alla canna del gas...

parole di Latifah | 16:58 | commenti (14) | notizie

martedì, 24 gennaio 2006

Un amore smisurato

Ma non bastava un sms?

Con un secchio di vernice, cantava Cocciante, si possono colorare muri, case, vicoli e palazzi... Ma c'è chi si diverte a dichiarare il proprio tifo per una squadra, chi l'appartenenza politica, chi fa ghirigori senza senso. Io, questi graffitisti verbosi e poco artistici che imbrattano i muri delle nostre città, me li immagino girare armati di spray nella notte, magari con il cappuccio in testa. Tutti eccitati per la missione che stanno per compiere.

Ieri, su un muro del centro, ho visto comparire una dichiarazione d'amore.... smisurata.



Legenda:
"La misura dell'amore è amare senza misura.
Fede ricordati che ti amo!!!"

Ma, per dirlo, non bastava - che so - un sms o una mail? Oppure un biglietto allegato a un mazzo di fiori?

Io, se fossi Fede (ma sarà uomo o donna?), mi vergognerei tantissimo. Sarà che preferisco un amore più misurato, contenuto, discreto...

(Un anello di platino con brillanti va sempre bene, però)

parole di Latifah | 17:24 | commenti (16) | parole

sabato, 21 gennaio 2006

Una ricerca dalla Tailandia

Ma che cosa vorrà dire?

Al Caravanserraglio arrivano anche molti visitatori dall'estero. Di solito cercano immagini via google: tra le più gettonate, una foto di Latifah che passeggia a dorso di dromedario nel deserto tunisino.  

Ma oggi pomeriggio ho ricevuto una visita dalla Tailandia un po' più strana del solito: un navigatore che cercava sui sin fa. E il mio blog è il secondo risultato in assoluto... nella versione di google in tailandese! Misteri dei motori di ricerca.

Ora, posso capire che il mio nuovo lettore abbia difficoltà a capire l'italiano, e forse non conosca bene l'alfabeto "occidentale". Ma nelle due righe di preview, che dovrebbero aiutare a capire se la ricerca è sensata, compare il seguente risultato:

A parte le scene più paurose, che ho seguito sui volti degli spettatori seduti
... Il capo mi fa: “Stasera bisogna che qualcuno resti in ufficio dopo le 21, ...

Mentre il risultato successivo mi sembra quantomeno un pochino più appropriato:

...Sui Sin Fa a stereotypic pop novelty about Orientals...

Bah. Chissà. Magari, invece, è una parolaccia. Non è che c'è qualche mio lettore che conosce il thai?

Intanto, ho scoperto in quante lingue si possono fare ricerche in google. Ho però un dubbio: che razza di idioma sarà mai il bork, bork, bork???

parole di Latifah | 18:23 | commenti (7) | referrers, blog

giovedì, 19 gennaio 2006

Due film

King Kong

Premessa: questo NON E’ un film per bambini.

La versione diretta da Peter Jackson sulla storia classica dello scimmione che si invaghisce della bionda è troppo tutto: troppo lungo (tre ore quando ne sarebbero bastate due e mezza), con troppi dinosauri, troppi lumaconi carnivori, troppe scene allungate (per chi l’ha visto: carina la “pattinata” di Kong sul lago ghiacciato, ma erano sufficienti dieci secondi, non due minuti!), troppi effetti digitali (con qualche sbavatura, ad esempio nella scena dell’inseguimento dei dinosauri), troppe citazioni (lasciate “Cuore di tenebra” a Conrad e a Coppola, please).

Insomma, mi era piaciuta di più la versione “annacquata” del 1976, con un’esordiente Jessica Lange che batte alla grande Naomi Watts (grandiosa, peraltro, in Mulholland Drive, che resta uno dei miei film preferiti dagli ultimi 5 anni. Non c’entra niente, ma mi andava di dirlo).

Però, nonostante tutto, le tre ore passano piacevolmente. A parte le scene più paurose, che ho seguito sui volti degli spettatori seduti dietro di me… sono una dall’animo delicato, io.

Voto: 7,5.


Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l’armadio

Premessa: questo E’ un film per bambini.

Se andate al cinema cercando interpretazioni cristologiche o teo-con di questo film, vi perderete l’unico motivo per cui vale la pena vederlo: la coppia di castori. Ecco, senza di loro avrei probabilmente dato, come voto, una sufficienza scarsa, ma quella coppietta è tenerissima, con tutti i tic tipici di marito e moglie di mezz’età. Gli esperti mi spiegheranno che gli effetti digitali di questa produzione disneyana non sono neanche lontanamente paragonabili allo stile Jackson, ma che ci volete fare, io sono una dall’animo delicato, e preferisco animali teneri come i castori ad uno scimmione arrabbiato.

Poi non mi è dispiaciuto nemmeno il leone, preso di mira da tutti i critici, di professione o di blog. E vi dirò di più: il doppiaggio di Omar Sharif, che ha fatto imbufalire tutti, a me è piaciuto, perché dà un’aura di sacralità al “grande vecchio”.

Per il resto, è un’accozzaglia di figure mitologiche, con un fauno inguardabile: quando è stato tramutato in pietra sono stata contenta, ecco. Ma quei castori, sono così cccariiiini…

Voto: 7

parole di Latifah | 14:51 | commenti (13) | visioni2006

mercoledì, 18 gennaio 2006

Una mattinata no

Speriamo nel pomeriggio...

Stamattina, appuntamento dal dentista alle 9.

Prima di uscire cerco il libretto degli assegni. Trovo quello del vecchio conto corrente, che ho chiuso, e il nuovo no. Probabilmente - mi dico - l'ho buttato per sbaglio.

Poi indosso il giubbotto, e in tasca trovo soltanto un guanto di pelle, il sinistro. Sono già in ritardo e ne prendo un paio dal cassetto. Esco e mi accorgo che il paio è composto da un altro guanto sinistro, di pelle, e da uno di cotone, bucato.

Mentre l'igienista mi fa la detartrasi, mi salta via un pezzo di un premolare. Sotto c'è "una voragine", dice (che poi è una carie). Devo tornare dal dentista tra due settimane: prima non c'è posto. Così ho un dente spezzato, e la lingua mi fa già male.

Arrivo in ufficio e prendo il caffè alla macchinetta (dovrei smettere, lo so…). Spingo su “caffè lungo”, e mi esce un bicchierino con tre millimetri scarsi di brodaglia scura.

Il capo mi fa: “Stasera bisogna che qualcuno resti in ufficio dopo le 21, in attesa che parli Fassino. Io non posso, grazie”.
A me non va, sinceramente, ho un appuntamento alle 20.30 con degli amici, magari se me lo dicevi prima…
“Be’, ti tocca restare, punto”.

E siamo soltanto a metà giornata...

parole di Latifah | 14:49 | commenti (17) | personale

martedì, 17 gennaio 2006

Una protesta

Liberate i binari e occupate la casa del "Grande fratello"

Le proteste dei metalmeccanici per il rinnovo del contratto sono sacrosante e garantite dalla Costituzione. Ma quando arrivano ad interrompere un pubblico servizio come la circolazione dei treni, be' - diciamolo - si fa un po' fatica a condividere le ragioni dei lavoratori. In questo modo, infatti, le "tute blu" si mettono sullo stesso piano dei tifosi del Catania, che sabato scorso hanno bloccato i binari tra Reggio Emilia e Parma, bloccando per oltre 4 ore diversi treni e migliaia di passeggeri innocenti.

Se lo scopo dei metalmeccanici è di sensibilizzare la pubblica opinione, ci possono essere altri "obiettivi sensibili" da prendere di mira. E con una platea potenziale di diversi milioni di spettatori. Parlo del "Grande fratello", di cui sta per partire la nuova edizione. Non sarebbe una buona idea, occupare
quella casa e lasciare liberi i binari?

(Be', questa, più che un'idea, potrebbe esserre una notizia in anteprima...)


Aggiornamento ore 17
(da repubblica.it
)

Ma i metalmeccanici non hanno intenzione di fermarsi. "Non accettiamo - precisa Bruno Papignani, segretario della Fiom-Cgil di Bologna - niente di meno di un contratto nazionale da chiudersi con un aumento di 100 euro". Se poi dalla riunione del direttivo di Confindustria "non arriveranno indizi concreti, dopo la tangenziale la settimana scorsa e i binari stamattina, sarà la volta - minaccia Papignani - dell'aeroporto di Bologna e, perché no, del Grande Fratello, così porteremo un po' di realtà nella finzione".

Aggiornamento ore 19

Il segretario bolognese della Fiom, in diretta ai microfoni di Caterpillar, ha spiegato che l'idea è di mandare un metalmeccanico, con tanto di bandiera e cartelloni, all'interno della casa del Grande Fratello: "Non un blocco - ha spiegato Papignani - ma andando dentro insieme a loro", i protagonisti; anzi, sostituendo uno dei "ragazzi" del "Gf" con una tuta blu. Quanto alla protesta di oggi alla stazione di Bologna, paralizzata per due ore, "è andata benissimo, con i viaggiatori ci siamo scusati, l'hanno presa bene e, del resto, noi lottiamo per dei diritti, mica per una squadra di calcio".

(Uhm. Io ho dei dubbi che i passeggeri bloccati l'abbiano presa bene, a dire il vero)

parole di Latifah | 13:24 | commenti (14) | notizie

lunedì, 16 gennaio 2006

Un estratto conto

Bilancia dei pagamenti

La mia banca ha inaugurato un nuovo servizio: l'estratto conto annuale. Il documento riporta la somma di tutte le entrate e di tutte le uscite dell'anno.

Risultato: nel 2005 ho speso 6 euro in più di quanto ho guadagnato.

Mi sa che non sono la persona più adatta a far quadrare il bilancio di un'azienda...

Per rifletterci su, mi sono presa una pausa dal lavoro e sono andata in erboristeria: argilla in polvere, deodorante e crema per il corpo, totale 34,10 euro. Poi ho comprato un po' di frutta e legumi: circa 10 euro. Quindi sono passata in farmacia per un prodotto da banco: 4,90 euro. Stasera devo pagare l'abbonamento mensile alla palestra: 54 euro più 15 di iscrizione annuale.

Forse ho capito. Devo tagliare i caffé alla macchinetta, giusto?

parole di Latifah | 13:09 | commenti (12) | personale

sabato, 14 gennaio 2006

Una data

Non ci credo, ma però

Allora.
Ieri sono stata nominata consigliere d'amministrazione.
Uhm.
Ieri era venerdì 13.
Argh.
Però non sono mica superstiziosa.
No no.




Be', non si sa mai...
    

parole di Latifah | 11:26 | commenti (11) | personale

giovedì, 12 gennaio 2006

Un’indigestione

Mai accendere la tv dopo una cena abbondante

Ieri, giornata di riposo. Alzata alle 11, poi grandi pulizie di casa e pomeriggio interamente dedicato a me stessa, tra estetista, parrucchiere e shopping.

All’uscita da un negozio, ricevo una telefonata da Roma: “Sei disponibile ad entrare nel cda della cooperativa?”. Be’ - ho risposto - se proprio non c’è nessun altro… sono a disposizione.

Poi, serata piacevole, con aperitivo e cena in compagnia di amici.

Una giornata fantastica, insomma. Peccato che

…in poche ore ieri ho speso metà della tredicesima, che peraltro quest’anno non ho preso;
…diventare consigliere d’amministrazione di una cooperativa in crisi non è certo una mia ambizione, specie in questo periodo;
…già dopo la dozzina di antipasti il mio stomaco aveva ampiamente superato la dilatazione massima, ma ho mangiato anche un tris di primi e cinque dolci;
…tornata a casa, mentre preparavo una tisana digestiva, ho acceso la tv e ho visto Berlusconi a Porta a porta, con stretta di mano finale con Bertinotti suggellata dalla comune passione per il Milan.

Se non ho vomitato, c’è mancato poco.

In ogni caso, se nei prossimi giorni ci sentiamo al telefono, cerchiamo di evitare parole tipo “Opa”, “Bnl”, “scalata”, “Corriere della Sera”, “finalmente abbiamo una banca”.
E se mi sentirete pronunciare parolacce tipo governance o diligence, ricordate che sono sempre una persona perbene

parole di Latifah | 11:34 | commenti (12) | personale, notizie

martedì, 10 gennaio 2006

Cinque strane abitudini

O meglio, cinque piccole manie

Eh be’, sono stata nominata anch’io nella prima blog-catena del 2006. L’invito è della mia amica scimmietta, che così mi ha costretta a riflettere sui miei comportamenti ossessivo-compulsivi. E non mi è stato facile pensare alle mie “strane abitudini”, perché, se per me un atto è abitudinario, lo considero per forza normale. Tanto che, leggendo qua e là i post di diversi blogger, avrei potuto copiare e incollare le loro strane abitudini, visto che sono – spesso – anche le mie.
Dovrei poi passare la palla ad altri cinque blogger, ma credo nel libero arbitrio: chi ne ha voglia, lo faccia.
Ecco, comunque, la mia selezione di piccole, innocenti (?) manie.

1. Non esco di casa se non ho con me fazzoletti di carta. Posso avere il frigorifero vuoto, la dispensa che fa l’eco, ma ho sempre una nutrita scorta di fazzoletti, in pacchetti o in scatole da 100.

2. Non riesco ad andare a dormire tranquilla se non ho una bottiglia d’acqua di fianco al letto e il burro cacao sul comodino. Al solo pensiero di dovermi alzare perché ho sete o sento le labbra secche, non mi addormento. E devo avere a portata di mano anche i fazzoletti di carta, naturalmente.

3. Non sopporto il calcare. Magari il pavimento è ricoperto da un dito di polvere, sulla sedia della camera si accumulano i vestiti di una stagione e la cesta della biancheria sporca straborda, ma se vedo la macchia di una gocciolina d’acqua… ZAMMM, la devo eliminare subito. Non abuso di viakal e affini, perché preferisco asciugare subito il lavello della cucina e le pareti del box doccia con un panno in microfibra: è più ecologico e assicura quasi la stessa efficacia dei prodotti chimici (provare per credere).

4. Il coperchio del w.c. deve restare abbassato. Non parlo della solita querelle uomo-donna sulla tavoletta, a me non dà fastidio trovarla alzata quando entro in bagno (d’altra parte, come mi ha fatto notare un amico, agli uomini può dare fastidio doverla alzare ogni volta, no?). Credo che questa mia mania derivi da un racconto che mi fecero quando avevo 6 o 7 anni: la comparsa di un grosso topo morto, galleggiante, nel w.c. di casa. Così cominciai ad avere il terrore di andare in bagno perché temevo che un topo potesse mordermi…
Di recente, ho scoperto che nei paesi musulmani hanno la mia stessa abitudine, ma per una superstizione: gli spiriti cattivi vivono nell’acqua, in particolare nelle fogne, e quindi il water va tenuto chiuso (me l’ha raccontato Lia, che di araberie se ne intende!).

5. Quando cammino, conto i passi e cerco di non pestare le righe. Più che abitudini, questi sono tic. E confessarli in pubblico provoca, negli interlocutori, sguardi compassionevoli, a volte persino spaventati. Qualcuno azzarda: mai pensato di andare in analisi? Peraltro, devo dire che negli ultimi anni sono molto migliorata, e mi succede più di rado.
Credo che la conta dei passi (a volte me ne accorgo quando arrivo a 100…) derivi dal mio senso del ritmo e dagli studi di danza: comincio con lo scandire i passi da 1 a 8, poi però, concentrata sui miei pensieri, proseguo.
E le righe per terra? Be’, cominciai da bambina, naturalmente. Ma la mia è una mania un tantino più grave. Mica mi limito a non pestare le righe “reali”, tipo i perimetri dei lastroni o delle strisce pedonali, noooo, troppo facile! Io evito le righe “virtuali”, quelle che immagino proiettate per terra da rette verticali. Non è chiaro, eh? Provo con un esempio: se al mio fianco c’è un palo, io con il passo scavalco la sua “ombra”, anche se è solo immaginaria, ovvero una proiezione ortogonale.

(Dite che sono grave?)

parole di Latifah | 18:39 | commenti (17) | blog, personale

lunedì, 09 gennaio 2006

Un (magro) bilancio

Tutte le mie (poche) letture del 2005

Mi dichiaro colpevole di scarsa propensione alla lettura nel 2005: soltanto 22 libri terminati (più alcuni cominciati e abbandonati: altra colpa che ammetto, peraltro senza vergogna) contro 31 nel 2004.
Ma chiamo a mia discolpa le peculiari circostanze da me vissute negli ultimi 12 mesi: una profonda crisi personale che ha portato a due traslochi (quasi tre) nel giro di poche settimane, con conseguente consultazione compulsiva del catalogo Ikea in orario serale e financo notturno, e uno stato di semi-nomadismo che ancora perdura e che condiziona le mie abitudini.
Chiedo perciò l’assoluzione perché il fatto non costituisce reato, con la solenne promessa di ritornare sulla retta via in breve tempo.
Riporto pertanto, a mia futura memoria, la mia personale classifica. Sperando di migliorare non solo in quantità, ma anche in qualità.

Voto: 9
Georges Simenon
-
Lettre à mon juge
Carlos Ruiz Zafon - L'ombra del vento

Voto: 8
Massimo Carlotto
-
Niente, più niente al mondo
Raymond Chandler - Il grande sonno
Azar Nafisi - Leggere Lolita a Teheran
Nedjma - La mandorla
Alessandro Perissinotto - Al mio giudice
Marjane Satrapi - Persepolis
Simona Vinci - Dei bambini non si sa niente

Voto: 7,5
D. Grossman
-
Che tu sia per me il coltello

Voto: 7
Autori vari
- Crimini
Enzo Barnabà - Dietro il Sahara
Tahar Ben Jelloun -
Il razzismo spiegato a mia figlia
Mauro Covacich - Fiona
Giancarlo De Cataldo - Teneri assassini
Paula Fox -
Quello che rimane
Amélie Nothomb - Antichrista

Voto: 6,5
Massimo Carlotto e Marco Videtta
-
Nordest

Voto: 6
Paulo Coelho
-
Manuale del guerriero della luce
John Gray - Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere
(in cinque post, qui l’introduzione)
Paolo Nori - Pancetta

Voto: n.c.
Ernest Hemingway
-
I 49 racconti

parole di Latifah | 13:17 | commenti (12) | letture2005

venerdì, 06 gennaio 2006

Un bollettino veterinario

Bua al galoppo

Ogni tanto qualcuno passa dal Caravanserraglio e mi chiede: come sta Nerone? Eh, non bene, purtroppo. La neoplasia mesenchimale che l’ha colpito un anno e mezzo fa, nonostante tre interventi e quattro sedute di chemioterapia, “sta galoppando”. Questo il verdetto del veterinario, due giorni fa.

Ormai quella brutta bua si sta ramificando e ricopre tutta la schiena. Cerco di accarezzare il mio tatone solo sulla testa, quando vado a trovarlo da mia madre, perché mi fa senso, e mi dà un grande dolore, sentire quella massa che cresce ogni giorno di più.

Finché non ci sono metastasi, finché non soffre, continueremo le cure. La prossima settimana comincerà un nuovo ciclo di chemioterapia, ma lo stesso veterinario ci ha avvertito che l’effetto sarà sempre più annacquato.

Temo che Nerone non vedrà la prossima primavera... ma, nonostante tutto, è sempre un gran bel micione. E la vigilia di Natale l'abbiamo festeggiata assieme. A tavola, naturalmente.


parole di Latifah | 18:33 | commenti (13) | nerone

martedì, 03 gennaio 2006

Un bilancio

Tutte le mie visioni del 2005

Devo cominciare a fare un po’ di pulizia nella colonna a sinistra. Comincio quindi dalle “visioni”: raccolgo qui i link alle mie “schede”, appunti su un taccuino utili più che altro alla mia memoria. La maggior parte di questi film li avrei già dimenticati, soprattutto quelli visti in casa, se non avessi fermato qualche impressione in questo mio Caravanserraglio...

Nel 2005 ho visto 28 film al cinema, contro i 20 del 2004. Avrei voluto vederne molti di più, ma sto comunque migliorando.

Visti in sala
Voto: 9,5

Ferro 3 - La casa vuota
Vivement dimanche

Voto 8,5
Il segreto di Vera Drake

Voto 8
A history of violence
La marcia dei pinguini
Romanzo criminale
Sin City
Profondo blu
Private
Les Choristes

Voto 7,5
Viva Zapatero!
La guerra dei mondi
Una lunga domenica di passioni
Million Dollar Baby

Voto 7
Lavorare con lentezza
Le crociate
La febbre
La morte sospesa
Il mercante di Venezia
Melinda e Melinda

Voto 6,5
I fratelli Grimm e l'incantevole strega
La bestia nel cuore
Quo vadis, baby?
Le avventure acquatiche di S.Zissou
Un bacio appassionato

Voto 6
The legend of Zorro
Batman begins

Voto: 5
Che pasticcio, Bridget Jones!

Visti in casa:
- DVD:
C’era una volta in America, Strange days, La vendetta dei Sith, Nightmare Before Christmas, Titanic, Il grande sonno, The day after tomorrow, Matrix, Alexander, Manhattan, Dracula di Bram Stoker, Fight Club.
- VHS:
Notorius, Open Water, L'imbalsamatore, Shreck 2, Donnie Darko.
- TV:
Quattro sotto zero, Man on fire, La maschera di Zorro, School of rock, Ritorno a Cold Mountain, Snow dogs - 8 cani sotto zero, La ragazza con l'orecchino di perla, Vi presento Joe Black, E' già ieri, Dillo con parole mie, Il popolo migratore.

parole di Latifah | 13:22 | commenti (5) | visioni2005

lunedì, 02 gennaio 2006

Un divano per due

Il mio San Silvestro

Crostini al salmone, olive taggiasche e avocado come antipasto; orata al forno con patate; pandoro con gocce al cioccolato; gelato di panna cotta; Muller Turgau; un goccio di nocino.

Poi sul divano, abbracciati sotto la coperta con gli orsi, e il dvd di “C’era una volta in America”.

Bacio a mezzanotte, più o meno, senza guardare l’orologio, ma soltanto in base allo scoppio dei petardi giù in strada.

E la parola "auguri", quest'anno, per me ha davvero un senso. Perché è stata una buona fine, perché è un buon principio.

parole di Latifah | 17:59 | commenti (3) | personale

grazie a squidfingers x gli sfondi (background)