[Caravanserraglio]
Pensieri, parole, opere e... viaggi (reali e mentali) di Latifah
 











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Smettiamola!







venerdì, 28 aprile 2006

Un altro errore di Parisi

False certezze

Ho capito che Franco Marini non ce l'aveva fatta neanche alla seconda votazione quando ho letto questa agenzia di stampa delle ore 19,07:

SENATO: PARISI, E ORA POSSIAMO BRINDARE A VITTORIA

Roma, 28 apr - "Dopo la proclamazione da parte della Cassazione era bene rinviare ogni brindisi alla elezione del presidente del Senato, l'elezione c'e' stata, ora possiamo brindare alla vittoria e cominciare a lavorare per la definizione e la soluzione dei problemi del Paese". Cosi' Arturo Parisi, uscendo da piazza Santi Apostoli, commenta il voto del Senato con cui Franco Marini e' stato eletto presidente. A questo punto, chiedono i cronisti, la formazione del governo subira' un'accelerazione? Il presidente dell'assemblea federale della Margherita non si sbilancia: "Seguiremo le procedure e gli adempimenti costituzionali con fiducia e rispetto delle regole".

Alle 19.48 arriva il verdetto: votazione annullata, tutto da rifare.

Diciamo, con un eufemismo, che Parisi non pare molto ferrato nei conteggi...

E poi, vale sempre il detto: prima di aprire bocca, accertarsi che il cervello sia collegato.

parole di Latifah | 19:44 | commenti (6) | notizie

giovedì, 27 aprile 2006

Un film e un libro sui mujaheddin

Terrorismo islamico, la religione è un pretesto

Gli attentati nella penisola del Sinai e in Iraq sono paragonabili tra loro come le azioni terroristiche dei Nar e dell'Ira. Ovvero: non c'è nulla di più distante. Eppure, nell'immaginario comune finisce tutto nel calderone del "terrorismo islamico". Come se i Nar e l'Ira fossero, appunto, gruppi di terroristi "cattolici"... Ma, soprattutto dall'11 settembre in poi, il fantasma è sempre quello: il mujaheddin, o - più scorrettamente - il "kamikaze" nel nome di Allah.

Non sono un'esperta né di Islam né di storia dei Paesi mediorientali e nordafricani, ma visto che l'argomento mi interessa, più che altro per curiosità culturale, ci tengo a dire la mia. Ovvero, che la religione islamica non è che un pretesto per arruolare giovani disperati, poveri, vittime di sperequazione sociale. Spesso sono bravi studenti universitari, ma senza speranza di trovare un lavoro adeguato, o per la condizione del Paese in cui vivono, o perché "condannati" dal loro status di nascita.

Queste, almeno, sono alcune delle costanti che ho verificato nelle mie letture di romanzi di autori arabi: non saggi, dunque, ma narrazioni in cui spesso fa capolino la storia, magari marginale, di un emarginato che assume uno status "superiore" quando si arruola in qualche gruppo terroristico, desideroso di diventare martire, di essere ricordato come eroe della jihad.

Un esempio recentissimo è il romanzo
Palazzo Yacoubian di 'Ala Al-Aswani (Feltrinelli, 2006), che ho appena finito di leggere. Un antico palazzo del Cairo funge da metafora per descrivere la moderna società egiziana: negli ampi appartamenti vivono borghesi, possidenti e nobili decaduti, che dividono le loro giornate tra sfrenati incontri sessuali di ogni genere e affari corrotti; sul terrazzo, in baracche, trovano rifugio modesti artigiani e piccoli commercianti, che danno vita ad una specie di souk e che spesso aspirano, con sotterfugi, a prendere il posto di chi vive sotto i loro piedi. Ed è proprio il figlio del portiere del palazzo, che vive al piano terra, a scontare la condanna del proprio status: pur intelligente e valoroso, viene scartato dalla scuola di polizia per il mestiere del padre. Ripiegherà su studi universitari, ma anche i colleghi studenti "ricchi" lo emarginano, tanto da diventare facile preda di un paio di sheikh (in Italia si preferisce usare il termine imam, anche se non è la stessa cosa) che lo inizieranno alla jihad e lo porteranno in un campo di addestramento per carne da macello.
(Voto: 7,5)

Ma il tema è ben rappresentato anche in Syriana, uno dei film con la trama più complicata e incomprensibile che abbia mai visto, ma che rende l'idea della complicazione e dell'incomprensibilità dei meccanismi che regolano i traffici d'armi e di petrolio nel mondo, con un focus particolare proprio sul mondo arabo. Magistrale George Clooney, premiato dall'Oscar come migliore attore non protagonista, e coraggiosa la sceneggiatura: è raro, se non impossibile, trovare un film made in Usa con gran parte dei dialoghi in farsi, arabo e hurdu. Ha ragione chi dice che è un'accozzaglia di troppi personaggi, troppi temi, troppe storie, con un montaggio stile frullatore. Ma per il punto che mi preme è un ottimo esempio: mi riferisco all'episodio dell'arruolamento di due giovani pakistani emigrati in un paese arabo per lavoro, che non sanno nemmeno leggere il Corano perché non conoscono la lingua, ma cominciano a frequentare una madrassa per fame e diventano portatori di morte, ma in un disegno che, appunto, ha a che fare con questioni molto più terrene che divine. Mentre il giovane emiro musulmano illuminato e progressista viene prontamente eliminato proprio da chi accusa il mondo arabo di essere arretrato e conservatore...
(Voto: 8)

parole di Latifah | 16:32 | commenti (3) | egitto, islam, visioni2006, letture2006

lunedì, 24 aprile 2006

Una vita che viene, una vita che va





Nerone


Isola d'Elba, 18 agosto 1994 - Bologna, 22 aprile 2006

parole di Latifah | 17:18 | commenti (24) | nerone

giovedì, 20 aprile 2006

Una scala di emozioni

Tu-tum, tu-tum, tu-tum

La mia prima Barbie sotto l'albero di Natale, a cinque anni.

Tu-tum, tu-tum, tu-tum

Un intero mazzo di palloncini in regalo per il mio decimo compleanno.

Tu-tum, tu-tum, tu-tum

La luna piena, grandissima, luminosa come non mai, che mi accolse negli Stati Uniti, a 20 anni.

Tu-tum, tu-tum, tu-tum

La mia prima immersione subacquea, a 38 anni, due anni dopo aver imparato a nuotare.

Tu-tum, tu-tum, tu-tum

L'ecografia all'ottava settimana di gravidanza, che mi ha fatto sentire per la prima volta il battito del cuore di mio figlio e vedere gli occhi lucidi del mio compagno, fradicio di felicità.

TU-TUM, TU-TUM, TU-TUM

parole di Latifah | 21:23 | commenti (26) | personale

giovedì, 13 aprile 2006

Una magica situazione astrale

Aspetto fiduciosa...

Onguno ha la sua droga: la mia, da qualche mese, è l'oroscopo di Paolo Fox (che seguo su Lattemiele, ma a volte anche su RaiDue e sulla rivista mensile Astrolei). E' uno di quei vizi che ci si vergogna un po' ad ammettere... per poi scoprire che è una droga piuttosto diffusa, e in quantità non modica.

Ebbene: è da qualche settimana che Fox preannuncia per i segni d'acqua non so quale magica situazione astrale che avverrà dal 14 al 24 aprile. E io, cancerina, aspetto fiduciosa. In effetti, per la prossima settimana attendo notizie importanti. Intanto, qualcosa di positivo già c'è: sarò in ferie!

Ma aspetto con curiosità anche la traduzione in italiano dell'oroscopo di Rob Brezsny: da quel che riesco a capire dal suo sito in inglese, pare proprio che potrò contare su eccezionali influenze cosmiche!

Intanto, verifico che per la settimana che si sta chiudendo (dal 9 al 13 aprile, in pieno periodo elettorale) il buon Rob aveva previsto ai Leoni (come Prodi) che "siete pronti a decollare, e il vostro volo servirà da esempio e da ispirazione per molti altri". Mentre alle Bilance (come Berlusconi) parlava di "rischio di estinzione": "Forse pensi che questo non ti riguardi direttamente - scrive l'astrologo - ma sono certo che il tuo io più profondo ne è rattristato e prova un grande senso di perdita". Il consiglio? "Compra una piantina di violette africane".

Rob non lo dice, ma lo aggiungo io: caro Silvio, magari vai direttamente ad acquistarle in Africa. E restaci.

parole di Latifah | 13:24 | commenti (27) | oroscopi

martedì, 11 aprile 2006

Un brutto finale

Non abbiamo vinto  

Ultimamente, quando guardo i film in tv, mi addormento a dieci minuti dalla fine. Cerco di resistere al sonno, cambiando posizione sul divano o pronunciando un commento ad alta voce, ma non c'è niente da fare: chiudo gli occhi, "soltanto un attimo", mi dico. Ma quando li riapro scorrono i titoli di coda, e con un po' di vergogna chiedo al mio compagno: com'è finito? Anche se non sempre mi importa saperlo, vuoi perché il film è modesto, vuoi perché spesso mi interessa più la storia del finale.

La scorsa notte no. Sono rimasta sveglia davanti al televisore fino alle 4 passate, sintonizzata per lo più su Matrix, con qualche veloce incursione su Porta a porta e La7. E quando Prodi si è presentato sul palco in piazza Santi Apostoli a dichiarare vittoria, con bandiere rosse, verdi e azzurre a sventolare festose, ho visto davvero un brutto finale. Perché questa non è una vittoria.

Ho continuato a seguire lo spoglio dei voti degli italiani all'estero per un'oretta, sul televideo. E sono andata a letto quando ho avuto sentore che l'Unione avrebbe strappato un paio di senatori in più. Ma non ero serena. Non lo sono. Scajola già urlava al golpe, la Casa delle libertà invocava controlli e riconteggi.

Stamattina mi sono svegliata in un Paese anormale.

parole di Latifah | 12:11 | commenti (17) | pensieri, politica, notizie

lunedì, 10 aprile 2006

Un'ultima volta

Al voto nel mio vecchio liceo  

Ho votato stamattina, nel mio vecchio liceo, nel seggio in cui sono stata elettrice per una decina d'anni. Mi ricordo l'emozione di quella "prima volta", quando varcai nuovamente l'ingresso del liceo, dove non avevo più messo piede dopo l'esame di maturità. E la mia sezione era proprio in quel corridoio dove scrissi il tema, sulla traccia di atutalità. Era una frase di Amendola sugli esami della vita, e riuscii persino a infilarci quella pillola di saggezza di Eduardo De Filippo, "gli esami non finiscono mai". Presi 9, e ancora non me ne capacito.

Ma il voto di stamane, per me, rappresenta un'ultima volta. Perché tra una settimana cambierò residenza, e per la prima volta non sarò più cittadina del Comune in cui ho vissuto per 40 anni. Mi sposto di pochi chilometri appena, ma avrò un altro sindaco, un'altra carta d'identità, un'altra Azienda Usl, un'altra sezione elettorale. Un'altra vita.

Gli ultimi sondaggi (sia quelli "segreti" che quelli più o meno pubblici, diffusi dall'Ekma con un numero a pagamento tipo hot line) danno una coalizione in vantaggio di quasi cinque punti sull'altra. (*)

Spero di cominciare la mia nuova vita in un Paese "normale"...

(*) Aggiornamento
Visto che gli exit poll hanno confermato i sondaggi delle mie "fonti", comunico ai romani che per voi la festa comincia alle 18.30 in piazza Santi Apostoli, dove è già parcheggiato il tir giallo. E festeggiate un po' anche per me
 

Ri-aggiornamento
Ehm... mai fidarsi degli exit poll e nemmeno delle proiezioni. Festa rinviata di un'ora. Per ora...
 

Tri-aggiornamento
Altro che festa! Si profila il disastro. Il pareggio. L'ingovernabilità. Ebbene sì, siamo un popolo di coglioni. Bi-partisan, però

parole di Latifah | 13:29 | commenti (11) | politica, personale

sabato, 08 aprile 2006

Una coda ai seggi

Mi aiutate a ricordare?

Nel giorno del silenzio elettorale (poi vedremo se sarà rispettato da tutti...), il Viminale diffonde il classico comunicato per invitare gli elettori a recarsi alle urne evitando le "ore di punta", soprattutto verso la chiusura dei seggi.

Mi vengono in mente le code festose in occasione delle Primarie dell'Unione del 16 ottobre 2005: mai la gente fu tanto contenta di stare in fila!

Però ho davanti agli occhi anche un'altra immagine, un po' sfocata: quella di elettori in coda a mezzanotte, con disagi soprattutto per gli anziani. Ma non ricordo assolutamente in che occasione fu, né perché. Me lo date un aiutino?

Ma soprattutto, incrociamo le dita... e speriamo che i bookmaker siano bene informati!

parole di Latifah | 14:59 | commenti (5) | politica, notizie

giovedì, 06 aprile 2006

Un sondaggio

Cosa fate lunedì sera se...

Ufficialmente, in questi giorni non si possono diffondere sondaggi. In realtà, circolano diverse stime sui prossimi risultati elettorali: si parla di un vantaggio della Casa delle libertà al Senato (di mezzo punto percentuale) e dell'Unione alla Camera (di un punto). Insomma, si profila un temutissimo pareggio. (*)

Ma solo il 10 aprile sapremo veramente come è andata. Ed è per questo che io avvio il mio personalissimo sondaggio.

Che cosa fate lunedì sera se vince Berlusconi? E se vince Prodi?


* Aggiornamento
In base agli ultimissimi calcoli sui premi di maggioranza regionali, l'Unione avrebbe anche la maggioranza dei senatori. Non ampia, però...

parole di Latifah | 11:57 | commenti (24) | politica

martedì, 04 aprile 2006

Una cogliona

Doppio outing  

Ebbene sì: sono una cogliona, e sono orgogliosa di esserlo.

Anche perché mi viene il voltastomaco a pensare che il proprietario della Villa di Arcore possa essere esentato dal pagamento dell'Ici.

Eh già, il Cavaliere non riesce a concepire che qualcuno vada contro i PROPRI interessi...

(vedi il video originale)



parole di Latifah | 14:41 | commenti (13) | politica, notizie, berlusconi

lunedì, 03 aprile 2006

Una dichiarazione di voto

Faccio outing...  

Ho deciso, voterò così:

      CAMERA



    SENATO


parole di Latifah | 17:10 | commenti (11) | politica

sabato, 01 aprile 2006

Un sogno

Gatti, uccelli, danze e numeri 

Sono a casa mia (ma è molto più grande di casa mia). Ho un paio di gatti. Ma poi ne vedo spuntare un altro. E un altro ancora. Sono tutti belli cicciotti e a pelo lungo, di colori diversi, tipo “norvegese delle foreste”. Sono sempre di più, non capisco da dove entrino. Guardo in cucina e ci sono almeno una ventina di gatti, tutti accucciati uno vicino all’altro.

Cambio di scena. Un angolo della sala. C’è una festa, forse etnica. C’è un gruppetto di persone, forse musicisti, di sicuro artisti, peruviani o centramericani. Hanno vestiti molto colorati. Nell’angolo, vicino alla finestra, ci sono degli uccelli bellissimi, sono simili a pavoni e a uccelli del paradiso, con piume lunghissime e la coda di mille colori. Ad un certo punto in quattro si dispongono uno sull’altro e aprono le ali: un'immagine che mi ricorda la dea kali.

Nuovo cambio di scena. Una sala grandissima, come un ristorante, con tanti tavoli. E’ il proseguimento della festa etnica di prima, ma stavolta è di ambiente orientale. Danzatori e danzatrici del ventre si preparano per ballare tra i tavoli. Tra di loro una che mi pare di conoscere, dentro di me so che è marocchina. Le ragazze hanno vestiti poco ricercati, qualcuna indossa gonne adornate di perline e monete. Mi allontano, vado ad un altro tavolo e ordino qualcosa da bere. Il cameriere mi chiede di pagare in anticipo, credo, e c’è un problema sul resto, non ha monete. Forse il conto è di 5 euro e 65, ma non lo ricordo i numeri con esattezza.

Peccato, avrei giocato volentieri un ambo al lotto. Questa settimana ho già azzeccato un 4 al superenalotto e un ambo, e ho vinto in totale quasi 400 euro.

Pare che sia cominciato un periodo fortunato…

parole di Latifah | 13:58 | commenti (3) | sogni, animali

grazie a squidfingers x gli sfondi (background)