[Caravanserraglio]
Pensieri, parole, opere e... viaggi (reali e mentali) di Latifah
 











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Smettiamola!







lunedì, 31 luglio 2006

Una curiosità

Canzoni mondiali

Ieri sera, in attesa di digerire la pizza, si guardava MTV. Un programma più o meno intitolato "Hitlist Italia", condotto da un ragazzotto che passava di lì (altrimenti non si spiega cotanta inettitudine).

Al quarto posto, nella classifica dei singoli (basata non so su quale criterio), c'era una canzoncina di tale Gnarls Barkley, "Crazy", con un video furbetto ma intelligente: non il solito basato su ragazze sculettanti, bensì sulle macchie di Rorschach. Non male.

Si arriva quindi sul podio.

Terzo posto: "Cuore azzurro" dei Pooh.
(I Pooh? Esistono ancora??? E hanno fatto addirittura l'inno per la nazionale di calcio???)

Secondo posto: "Sei parte di me" dei Zero Assoluto.
(Nomen omen...)

Primo posto: "Siamo una squadra fortissimi" di Checco Zalone.
(No comment: basta il video)

Per fortuna non ascolto radio commerciali, ma proprio non credevo che fossimo caduti così in basso...

E già che ci siamo, mi togliete una curiosità? Da dove cavolo deriva il tormentone mondial-calcistico po-po-po-po-po? Così potrò partire per le ferie informata, e serena!

Aggiornamento
Grazie a buonaidea e a wikipedia, ho imparato un sacco di cose sul tormentone mondiale. Tutto nasce dalla canzone "Seven nation army" dei The White Stripes. E fin qui ci siamo.
Ma come quella canzone, nata come sberleffo allo stadio di Bruges, sia diventata prima l'inno dei romanisti, e poi degli azzurri, resta un fenomeno da tesi di sociologia delle masse...

parole di Latifah | 17:21 | commenti (9) | sport, ascolti

giovedì, 27 luglio 2006

Una ricetta d'estate

Pomodori e uova sode con ripieno di tonno

Senza quasi accorgermene, sto lentamente scivolando in maternità. Infatti sono dovuta stare qualche giorno a riposo (ma ora va tutto bene), e da martedì sono ufficialmente in ferie fino alla fine di agosto. Dovrei quindi tornare a lavorare per quattro settimane in settembre, ma non è detto...

In ogni caso, in questi giorni sono a casa e, oltre a riposarmi, gioco a fare la casalinga. Così mi trovo a pensare: che si mangia stasera? Sarà la gravidanza, sarà l'afa, ma l'altro giorno mi è venuta un'improvvisa voglia di pomodori al tonno. Li preparava mia madre nelle giornate più calde dell'estate, quando era impossibile persino pensare di stare davanti ai fornelli. Ed erano almeno 15 anni che non li mangiavo, visto che è un piatto che o lo mangi in casa, oppure fuori non lo trovi proprio, nemmeno ai buffet freddi del self service. Così mi sono fatta dare la ricetta dalla mamma (chi mi conosce sa bene che la cucina per me è un optional) e ieri mi sono cimentata nella preparazione. Gradita anche dal mio compagno: "Li faceva così anche mia madre... e anch'io era da tanti anni che non li mangiavo".

Così ho scoperto che i pomodori al tonno possono fungere da madeleinette.

Ma ho anche scoperto che io, lentamente, mi sto "mammizzando".




Ed ecco la ricetta per "cuochi inetti" come me.

Ingredienti (per 2 persone):
- 3 pomodori da insalata non troppo maturi
- 1 scatola di tonno sott'olio grande (circa 170 g.)
- 2 uova sode
- pasta d'acciughe, prezzemolo, maionese, capperi

Rassodare le uova (10 minuti di cottura a partire dal bollore) e farle raffreddare.
Tagliare a metà i pomodori, togliere i semi e parte della polpa (utilizzando un coltellino e un cucchiaino), asciugarli con carta cucina, salarli all'interno e metterli a sgocciolare in uno scolapasta.
Tagliare le uova sode a metà.
Sgocciolare il tonno per togliere l'olio, pestarlo in una terrina con la forchetta, unire i tuorli delle uova sode, un po' di pasta d'acciughe, qualche cappero sminuzzato, prezzemolo e qualche cucchiaino di maionese, fino ad ottenere un composto cremoso.
Riempire i pomodori e le uova sode con il ripieno e guarnire con maionese e capperi.


parole di Latifah | 09:31 | commenti (10) | personale, cibo

martedì, 18 luglio 2006

Un libro

Il broker di John Grisham

E' forse uno dei libri più brutti e noiosi che abbia mai letto. In genere seleziono molto "alla fonte", quindi è raro che io incappi in letture così deludenti. Oltretutto, "Il broker" l'ho diluito in due mesi, con intermezzo di "Gravidanza: domande e risposte", "Fate la nanna" e "L'educazione inizia prima della nascita" (letture di cui però parlo, eventualmente, nella succursale).

Sono arrivata all'ultima pagina per puntiglio, quasi per fatto personale. L'avevo acquistato unicamente perché è una spy story ambientata a Bologna, ma non avevo mai letto nulla di Grisham (non è il mio genere) e ora sono certa che non leggerò mai altro. La trama è a dir poco assurda: il protagonista, Joel Backman, è "in carcere negli Stati Uniti da sei anni per aver tentato di vendere un software studiato da tre giovani pachistani, capace di neutralizzare un sofisticato sistema di spionaggio satellitare" (sto scopiazzando da Ibs, non spreco del tempo per fare un riassuntino di 'sta ciofeca). Viene graziato dal presidente e trasferito dalla Cia (o giù di lì) in Italia, dove assumerà una nuova identità, coperto da una sorta di programma di protezione. La sua nuova dimora è Bologna, dove però funge da esca per killer e spioni, per capire quale sia lo Stato interessato al software in suo possesso.

Tutto questo solo per avere un pretesto per raccontare Bologna - di cui Grisham pare si sia invaghito durante una vacanza - con uno stile a metà tra la guida turistica e il racconto stereotipato di un turista americano. La città sperava nel successo di questo libro per farsi conoscere meglio all'estero, e così ha subito approntato dei pacchetti turistici "sulle tracce del broker". Un altro flop.

Voto: 4

parole di Latifah | 13:40 | commenti (9) | letture2006

sabato, 15 luglio 2006

Un saluto dal passato

Diciassette anni in un cassetto

Stavo per buttarlo via, quel sacchetto di carta ormai liso. L’avevo portato in ufficio un mesetto fa, in pieno trasloco. Dentro c’erano alcuni cd-rom che ho archiviato nel cassetto della scrivania, poi il sacchetto l’avevo accartocciato e appoggiato in un angolo. Ma in fondo c’era un rullino fotografico. Non ricordo da dove fosse spuntato, forse dal comodino in camera da letto. Ma prima, dov’era? Ho traslocato quattro volte, negli ultimi 12 mesi… Non ricordo tutte le collocazioni degli oggetti.

Ieri mattina quel rullino mi è tornato tra le mani, salvato in extremis dal cestino della carta. Pensavo che fosse una prova di caricamento della mia vecchia reflex finito male. Insomma, che fosse una pellicola vuota, o bruciata. Ma l’ho portata comunque al laboratorio.

“Mi sviluppi solo i negativi, tanto credo che non ci sia nessuna foto dentro”.
“Come desidera, ma è meglio chiedere che si stampino direttamente le fotografie buone, altrimenti le ristampe costano care”.
“Va bene, facciamo così, ma vedrà, non c’è nessuna foto”.
“Passi domani dopo mezzogiorno, saranno già pronte”.

Sono stata dal fotografo un’ora fa. E soltanto adesso mi sto riprendendo dallo choc.
Perché quel rullino risale al settembre 1989. E ritrae il matrimonio di mio padre con la sua compagna.

Sono immagini sbiadite, come il ricordo che ho di quella giornata. Non fu un’occasione felice. Mia madre addirittura ignora che io e mia sorella partecipammo a quella cerimonia. Non so nemmeno chi abbia scattato quelle fotografie. E al momento sono riuscita a guardarne solo un paio, perché sono scoppiata in lacrime.

Due mesi dopo quel giorno, mio padre se ne andò per sempre.

E oggi, dopo 17 anni, ne sono sicura, è tornato per salutarmi. Con un’ideale carezza alla mia pancia, dove sta crescendo il suo primo nipotino.

parole di Latifah | 13:21 | commenti (16) | personale

giovedì, 13 luglio 2006

Una frode

Dalla Cina con afrore

Dalla macabra scoperta di un capitone putrefatto sotto il frigorifero di un circolo privato gestito da cinesi, alla chiusura forzata di moltissimi ristoranti cinesi per “vendita di sostanze alimentari non genuine”, passando per il filone delle etichette truffate, come il “salango congelato” proveniente dalla Cina e venduto a prezzi bassissimi come novellame nostrano, ai funghi sott’olio cinesi spacciati come “carboncelli” italiani. Queste ed altre, le truffe alimentari provenienti dal mercato cinese, frutto di un numero sempre più alto di ispezioni. Ed è solo uno dei capitoli di "Truffe a tavola 2006", il III rapporto sulle frodi alimentari in Italia realizzato dal Movimento Difesa del Cittadino e Legambiente e presentato oggi a Roma.

Io lo so, l'ho sempre saputo che è meglio girare alla larga dei ristoranti cinesi...  D'altra parte, ricordo bene il topo essiccato trovato dentro un italianissimo panettone. Per fortuna non mi è mai capitato nulla del genere: al massimo, un capello nella zuppa o un pezzo di plastica in un'insalata.

Ma come faccio ora, che mi è venuta voglia di spaghetti di liso alle veldure, pollo alle mandolle e gelato flitto?! Accidenti agli olmoni!

parole di Latifah | 14:22 | commenti (8) | notizie, cibo

venerdì, 07 luglio 2006

Quarantun anni

Il regalo più prezioso

Due giorni fa la mia PlacidaCugi ricordava il proprio compleanno più bello: quello dei 20 anni, su un barchino tra Camogli e San Fruttuoso, con una sorta di festa a sorpresa sull’acqua. E chiedeva ai lettori quale fosse stato il loro compleanno più bello.

Non ho avuto dubbi nel rispondere: il mio compleanno più bello
... sarà quello di quest'anno!

Ed eccolo arrivato.


Un compleanno davvero speciale, con il regalo più prezioso che abbia mai ricevuto: una vita che cresce dentro di me.

parole di Latifah | 09:03 | commenti (20) | personale

giovedì, 06 luglio 2006

Un acquazzone sabbioso

Leggi di Murphy da me personalmente verificate

Se hai il parabrezza sporco, non incontrerai nessun lavavetri.
Corollario: Se avvisti un lavavetri, incontrerai tutti semafori verdi.

Se ti decidi dopo mesi a lavare l'auto, piove.
Corollario: Se vuoi far piovere per interrompere un periodo di afa e siccità, è inutile lavare l'auto.

Se decidi di andare a vedere il saggio di danza delle tue amiche in un parco all'aperto, piove.
Corollario: Se piove durante il saggio di danza delle tue amiche, daranno la colpa a te che non ti facevi vedere da mesi...

...e io stasera allora che faccio: vado o non vado???

Aggiornamento: il saggio è stato cancellato per pioggia. Io però non c'entro, eh?

parole di Latifah | 15:50 | commenti (1) | meteo

mercoledì, 05 luglio 2006

Un acquisto

Manolo può attendere

Ieri mi sono incantata a guardare una vetrina. Come un bambino con un'esposizione di giocattoli, o un affamato davanti ad una tavola imbandita. Credo di avere spalancato la bocca e sgranato gli occhi, se persino il titolare del negozio, che mi conosce di vista, è uscito per chiedermi: "...Posso aiutarti?".

Ma quei sandali di vernice rossa di Prada, con tacchi alti 10 centimetri, ora non fanno per me.

Svoltato l'angolo, sono entrata in una sanitaria e ho comprato un paio di orride Birkenstock, modello Kairo.



Ma l'anno prossimo, un acquisto così non me lo leva nessuno!


parole di Latifah | 13:48 | commenti (10) | personale

lunedì, 03 luglio 2006

Una breve

Comunicazione di servizio

Ci sono, eh.
Ma in questi giorni ho troppo caldo per concepire un post...

parole di Latifah | 12:46 | commenti (6) | personale, meteo

grazie a squidfingers x gli sfondi (background)