Sto leggendo: N. Mahfuz - Il giorno in cui fu ucciso il leader
Ho letto: AA. VV. - Parola di donna, corpo di donna. Antologia di scrittrici arabe contemporanee (6) Y. B. - Zero Kill (5) Y. Ghata - La notte dei calligrafi (8) I. McEwan - Chesil Beach (6,5) S. Vinci - Strada provinciale Tre (7,5)
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Ricevo un sms: “Devo parlarti. Passa da me appena puoi”. Il tono algido mi fa trasalire. Che cosa dovrà mai dirmi? O mamma mia, avranno bisogno dell’appartamento! Oppure c’è qualche grana. Forse ho combinato qualcosa di sbagliato. L’affitto lo devo pagare il primo del mese, quindi non sono in ritardo…
Suona la sveglia, apro gli occhi tremante: sono le 9. Mi precipito in doccia, faccio colazione in piedi con l’accappatoio umido addosso. Spalanco le imposte: è una splendida giornata di sole, una rarità per Bologna nei “giorni della merla”. Preparo i soldi in contanti: meglio portare la pigione con un giorno d’anticipo, non si sa mai.
La proprietaria dell’appartamento è una simpatica signora anziana, sempre molto attiva. Mi apre la porta tutta sorridente e mi accoglie festosa: “Ciao, ma come stai bene oggi!” Mi informo sul suo stato di salute, è convalescente da un intervento al ginocchio. “Molto meglio, hai visto? Mi hanno tolto la stampella e faccio anche le scale!” E il micio come sta? “E’ guarito tutto d’un botto.” Beato lui, il mio invece è devastato… “Comunque sei proprio una gran bella ragazza, sai?” Sorrido, ringrazio, è tardi, devo scappare in ufficio.
Devo proprio imparare a non farmi condizionare dagli incubi. Incubi notturni, come il sogno sul messaggino della proprietaria, che stamane mi ha provocato un risveglio così agitato. Ma devo soprattutto scacciare gli incubi diurni. C’è aria di primavera, oggi.